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Paspardo: rilasciati nel Parco dell’Adamello alcuni rapaci. Chiappini: “Evento eccezionale”. FOTO

mercoledì, 30 settembre 2015

Paspardo – Festa di fine estate a Paspardo (Brescia), dove al Centro Faunistico del Parco dell’Adamello sono stati liberati alcuni rapaci riabilitati preso il Centro recupero Animali Selvatici (CRAS) e pronti per tornare a spiccare il volo nei cieli della Valle Camonica.

Presenti famiglie e bambini che hanno scrutato con attenzione quanto Alessia Chiappini del CRAS e i suoi colleghi svolgevano. Infatti sono stati liberati in natura una decina di rapaci: la struttura, gestita dall’Associazione Uomo e Territorio Pro Natura, grazie al supporto del Parco, della Provincia di Brescia e del Comune di Paspardo, da anni sta curando animali selvatici e poi li rilancia nel loro ambiente naturale.

 

Nei primi 8 mesi del 2015 il Centro Recupero Animali ha ricoverato più di 240 animali selvatici, tra i quali caprioli, ricci, tassi, volpi, poiane, falchi pecchiaioli, sparvieri, gheppi, civette, allocchi, rondini e rondoni.

Quasi la totalità degli animali era proveniente dal territorio provinciale di Brescia, nel complesso il 30% degli animali ricoverati è già tornato in natura e molti altri sono in procinto di farlo.”È un risultato importante – sostiene Alessia Chiappini del CRAS – tenuto conto delle condizioni in cui arrivano gli animali selvatici feriti, spesso trovati dopo diversi giorni dal momento del ferimento, affamati e infreddoliti, traumatizzati anche dalla raccolta (che per loro equivale a una predazione) e dai viaggi che li conducono finalmente al nostro centro”.

L’Associazione Uomo e Territorio Pro Natura – durante la festa di fine estate  - ha ringraziato lo staff e i volontari che hanno dato un contributo straordinario ed insostituibile alla gestione del Centro, i soci e i donatori, il Parco dell’Adamello, la Provincia di Brescia e il Comune di Paspardo per l’importante sostegno, la Polizia Provinciale di Brescia per la preziosa collaborazione nel recapito della fauna selvatica rinvenuta ferita o debilitata e le centinaia di persone che hanno segnalato il ritrovamento degli animali selvatici in difficoltà, rendendone possibile il ricovero e dunque la cura.


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