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Paspardo punta a proseguire l’Unione con Ceto e Cimbergo. De Pedro: “Superare i campanilismi”

domenica, 1 ottobre 2017

Paspardo – La decisione del Comune di Ceto (Brescia) di uscire dall’Unione dei Comuni non è stato un fulmine a ciel sereno, c’erano delle avvisaglie ma le Amministrazioni comunali di Cimbergo e Paspardo pensavano di trovare una soluzione e di proseguire l’esperienza avviata nel 1998.

sindaco Fabio De Pedro 1

“Siamo stati (Ceto, Cimbergo e Paspardo ndr) – spiega il primo cittadino di Paspardo, Fabio De Pedro – i primi ad avviare l’esperienza dell’Unione tra enti locali a livello regionale nel 1998 e tra i primi in Italia e per lustri siamo stati visti come un modello da seguire”.

“Ora non riesco ancora a capire – prosegue il sindaco di Paspardo – i motivi che stanno alla base di una scelta di questo genere e a mio parere le piccole realtà se vogliono garantire servizi adeguati alla popolazione devono unire le forze, come è stato fatti tra Ceto, Cimbergo e Paspardo“.

Cimbergo e Paspardo vorrebbero proseguire da soli l’Unione, visto che la vecchia normativa (ma anche la legge appena approvata in Parlamento) lo permette, mentre Ceto, con il provvedimento che ha attenuto il via libera dall’ultimo Consiglio comunale, chiede lo scioglimento dell’Unione.

Il primo cittadino di Paspardo bolla come “singolare” la decisione di Ceto che vorrebbe imporre la sua scelta anche alle altre realtà comunali. Intanto i due Comuni di Cimbergo e Paspardo hanno chiesto la convocazione dell’Unione dei Comuni, che in questo momento è presieduta dal sindaco di Ceto, Marina Lanzetti. Entro 20 giorni dovrà essere convocata l’assemblea e molto probabilmente in quell’occasione ci sarà il chiarimento ufficiale.


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