QUESTO SITO WEB UTILIZZA COOKIES. NEL CONTINUARE A NAVIGARE SUL SITO STAI ACCETTANDO L'UTILIZZO DEI COOKIES.
TI INVITIAMO A LEGGERE LA COOKIES POLICY.
X
Ad
Ad
Ad

Ad

Parco dello Stelvio, Regione Lombardia replica a sindaci di Valtellina e Valle Camonica: “Stessa autonomia di Trento e Bolzano”

mercoledì, 18 febbraio 2015

Valdidentro – “Il comunicato del sindaco di Valdidentro Ezio Trabucchi, diffuso a mezzo stampa anche a nome di altri sindaci della Valle Camonica, è completamente fuorviante rispetto al reale andamento dei fatti e delle scelte riguardanti il Parco dello Stelvio”.

Lo afferma Ugo Parolo, sottosegretario di Regione Lombardia ai Rapporti con il Consiglio regionale,
Politiche per la Montagna, Macroregione alpina (Eusalp), Quattro motori per l’Europa e Programmazione negoziata.

ACCORDO ‘ROMANO’, REGIONE INIZIALMENTE ESCLUSA
“Ricordo a Trabucchi e agli altri sindaci – spiega Parolo – che la scelta di ‘spacchettare’ il Parco nasce da un accordo a livello ‘romano’, tra due forze che sostengono l’attuale Governo. Rammento anche che, inizialmente, Regione Lombardia non è stata coinvolta e nemmeno considerata in tale scelta”.

“Grazie a questo accordo – prosegue il sottosegretario -, ‘benedetto’ dal Governo Letta, era prevista un’intesa solo tra Stato e Province autonome di Trento e Bolzano, che avrebbe estromesso totalmente la Regione Lombardia, dimenticandosi quindi del 45 per cento circa del territorio del Parco e che solo nel 2013, grazie al benestare dell’allora sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Gianclaudio Bressa, Regione Lombardia ha chiesto, e ottenuto, di partecipare alle riunioni dell’organo competente, la cosiddetta ‘Commissione dei 12′, per decidere tutte le questioni riguardanti l’autonomia di Trento e Bolzano”.

IL CONTRIBUTO DI REGIONE LOMBARDIA
“In tale sede – fa sapere Parolo – Regione Lombardia ha costruito l’assenso affinché la legge statale venisse modificata, perché la stessa Regione venisse autorizzata a sottoscrivere l’intesa con lo Stato, Trento e Bolzano. Regione Lombardia nell’intesa ha quindi voluto garantire l’unità del Parco nazionale, la certezza delle risorse, una possibile soluzione per i dipendenti assunti senza concorso, chiedendo e ottenendo altresì la piena autonomia gestionale della parte lombarda da definirsi con legge regionale in pieno accordo con il territorio”.

SU PARCO LOMBARDIA AUTONOMA COME TRENTO E BOLZANO
“Agendo in tal senso – ha sottolineato Parolo – Regione Lombardia sul Parco dello Stelvio ha avuto lo stesso il medesimo grado di autonomia e l’identica la forza contrattuale di Trento e Bolzano e già questo credo dovrebbe bastare per far capire la portata storica della scelta”.

FONDI AGGIUNTIVI
“Grazie alla nuova legge sui fondi dei Comuni confinanti, anche questa voluta fortemente da Regione Lombardia,
- fa inoltre presente Parolo – abbiamo la possibilità di avere a disposizione ogni anno importanti fondi aggiuntivi. Potremo finalmente proporre progetti di sviluppo compatibile e di vera tutela ambientale”.stelvio1

SINDACI RAPPRESENTATI IN COMITATO COORDINAMENTO
“Infine – aggiunge Parolo -, ricordo allo smemorato Trabucchi, che al Comitato di coordinamento che garantisce l’unità dello Stelvio parteciperanno anche tre rappresentanti dei sindaci.

In tutto questo percorso, durato almeno due anni, non ho mai, ripeto mai, ricevuto una sola richiesta di chiarimento o confronto da alcuno dei Comuni che hanno partecipato al tardivo e francamente inutile (perché avvenuto il giorno dopo la firma dell’intesa) incontro di Bormio”.

ACCUSE INVEROSIMILI
“Alla luce di tutto questo, peraltro dimostrabile e che sono pronto a sostenere in ogni sede e confronto, – afferma il sottosegretario – appare perlomeno inverosimile imputare a Regione Lombardia, e, in particolare al sottoscritto, accuse di centralismo o trascuratezza delle istanze territoriali”.

APPELLO A LAVORO COMUNE
“Rinnovo l’invito, anche a Ezio Trabucchi, a lavorare insieme – conclude Parolo -. Abbiamo davanti una grande occasione per governare finalmente il Parco nazionale dello Stelvio, che, ricordo, a oggi, pur essendo
istituito dal 1935, non ha nemmeno il Piano regolatore di Parco.

Ci sono i soldi, abbiamo ottenuto le competenze dallo Stato ed è garantita l’unità del Parco. Le condizioni ci sono tutte, sono certo che i sindaci, a partire Trabucchi, che lavorano veramente per il territorio e non per interessi partitici o politici, non vorranno far mancare il loro prezioso contributo”.


© Gazzetta delle Valli - Testata registrata in tribunale, direttore responsabile Alberto Panzeri - P. IVA 03457250136