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Panathlon Club di Vallecamonica: Davide Bendotti, Martino Belingheri e Claudia Ferrari hanno testimoniato lo Sci Alpino Paralimpico

martedì, 7 giugno 2016

Darfo – La conviviale del mese di maggio del Panathlon Club di Vallecamonica è stata dedicata allo Sci Alpino Paralimpico con graditi ospiti l’atleta della Polisportiva Disabili Valcamonica Davide Bendotti e i maestri di sci Martino Belingheri e Claudia Ferrari.Da sx Nicolò Belingheri, Martino Belingheri, Andrea Pizio e Giocondo Nezosi

Introdotti dal socio Andrea Pizio, gli ospiti hanno parlato per un’oretta dello Sci Alpino Paralimpico, sia da un punto di vista agonistico con l’atleta Davide Bendotti che dell’insegnamento dello sci alpino ai disabili grazie all’esperienza maturata sul campo dall’istruttore nazionale Martino Belingheri e da Claudia Ferrari che da anni segue i disabili sulle piste da sci. Pizio ha spiegato ai soci che l’idea della serata è nata dopo aver conosciuto Davide in palestra e da qui alla Polisportiva Disabili il passo è stato breve.

E’ stato quindi il turno del socio Angelo Martinoli spiegare l’evoluzione sportiva di Davide Bendotti, dai primi approcci con il nuoto ai quattro anni trascorsi con gli sci fino all’approdo proprio un paio di settimane fa alla Nazionale Italiana di Sci Alpino. Martinoli ha evidenziato come piste, materiali, attrezzature utilizzate da Bendotti siano del tutto simili a quelli utilizzati in Coppa del Mondo. Grazie all’incontro con Martino Belingheri, ai duri allenamenti, alla tenacia e alla costanza di Davide Bendotti oggi l’atleta della polisportiva ha partecipato ai Campionati Italiani e ad alcune gare internazionali in Europa (sulle piste di Francia, Germania, Svizzera e artificiali in Olanda) conquistando via via i punti che ora lo collocano al primo posto come slalomista in Italia.Davide Bendotti e il presidente Giocondo Nezosi

Da citare anche le gare di Coppa del Mondo a Tarvisio con i migliori atleti mondiali. Gli obiettivi di Davide Bendotti sono ora i Mondiali di Tarvisio nel 2017 e le Olimpiadi in Corea del Sud nel 2018. Ma ecco le parole di Davide Bendotti: “La mia disabilità è dovuta ad un incidente in moto, ma non mi sono dato per vinto e oggi a 22 anni posso dire di rivivere una seconda vita grazie alle persone che ho incontrato nella Polisportiva, Angelo Martinoli e Martino Mensi, e all’allenatore Martino Belingheri. Mi alleno tutti i giorni, alcuni mesi in palestra altri sulla neve, ho girato l’Europa sugli sci e mi pongo obiettivi importanti, i Mondiali e le Olimpiadi”.

La parola è poi passata a Claudia Ferrari che ha evidenziato come negli ultimi anni si stia cercando di curare un testo normativo che introduca nel diploma di maestro di sci anche la parte relativa alla disabilità. “Per noi Martino Mensi è stato un po’ il precursore negli anni ’90 dello Sci Alpino per disabili. Osservando lui, il suo gesto tecnico, abbiamo iniziato grazie alle sue dimostrazioni dei corsi per gli invalidi dell’INAIL e da qui poi è cresciuto l’interesse nei confronti dello sci per disabili. Abbiamo lavorato con i ciechi e con gli amputati e possiamo ben dire che i nostri atleti hanno partecipato e vinto a parecchie Olimpiadi, da Nagano nel 98 a Sochi nel 2014. Il nostro impegno però adesso, oltre che sulle piste, è proprio nello studio e nella proposta di testo tecnico per la Scuola Nazionale dei Maestri di Sci che includa anche la tecnica per disabili nelle sue tre grandi aree che sono i blind (i ciechi), il setting (in piedi) e lo standing (i seduti)”.

I soci presenti hanno dimostrato grande attenzione e partecipazione e in particolare il past president Roberto Gheza ha evidenziato la fierezza del Panathlon Club di Vallecamonica per aver dato inizio alla Polisportiva Disabili Valcamonica che con Martino Mensi nel 1992 ha dato inizio allo sci alpino pe disabili e oggi con Davide Bendotti dà ulteriore lustro con la partecipazione alle gare di Coppa Europa e ai Campionati del Mondo. Martino Mensi e Giocondo NezosiLe domande dei soci poi hanno spaziato su alcuni dettagli tecnici della sciata degli atleti disabili, agli allenamenti, sui possibili infortuni, alla possibilità che il testo unico per gli istruttori di sci possa davvero trovare l’approvazione degli Organismi Federali. Le ultime parole sono state di Martino Mensi, il precursore dello sci alpino “erano gli anni ’90 e fui il primo disabile a sciare: il primo obiettivo era non cadere, poi ho fatto tante gare e davvero ho lasciato una traccia che oggi hanno raccolto in molti”. Con la consueta consegna dei gagliardetti si è così conclusa un’altra interessante serata di sport organizzata dal Panathlon Club di Vallecamonica.


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