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Pagamenti elettronici: Caparini chiede azzeramento commissioni su POS e Home Banking

venerdì, 5 febbraio 2016

Roma – “Prevedere una revisione della disciplina in merito alle commissioni bancarie e alle spese di liquidazione trimestrale al fine di definire per il sistema bancario una normativa più equa e garantista nei confronti dei clienti assicurando, da un lato, un azzeramento delle commissioni per i pagamenti elettronici e il relativo costo del dispositivo per commercianti e professionisti, e, dall’altro, la previsione del divieto di imporre commissioni per le operazioni svolte in proprio in home banking” e “assumere iniziative normative volte a riconoscere alle imprese un credito di imposta da calcolarsi sul totale annuo delle spese bancarie per oneri di installazione/manutenzione degli apparecchi POS e sulle commissioni bancarie pagate al circuito Pagobancomat e Carte di credito per i pagamenti accettati con l’utilizzo del POS”.caparini 1

Lo chiede la Lega Nord con un’interrogazione al Ministro dell’economia di cui è primo firmatario l’onorevole camuno Davide Caparini. ”L’introduzione dell’obbligo per commercianti e professionisti di dotarsi di POS ed accettare pagamenti elettronici anche per piccoli importi – spiega il parlamentare del carroccio – si è di fatto tradotto in un maggior onere non indifferente per gli esercenti che sono costretti a versare alle banche delle esose commissioni, quasi fosse un’imposta aggiuntiva, e che Confesercenti ha stimato in 5 miliardi di euro in più ogni anno.

I Governi che si sono succeduti dal 2012 ad oggi – continua – sono sempre rimasti impassibili di fronte alle difficoltà che gli esercenti hanno sollevato nei confronti dei maggiori oneri a cui sono stati sottoposti, continuando a giustificare tali misure in quanto strumenti adeguati per la lotta all’evasione, mentre invece la normativa si dimostra molto vantaggiosa solo per il settore bancario che in questo modo aumenta in modo certo i propri profitti già pingui grazie alle altre commissioni pagate dai clienti agli istituti bancari, che a loro volta si aggiungono agli adempimenti e agli oneri a cui si è sottoposti anche solo per aprire un conto corrente e ai mille artifizi che le banche riescono a scovare per gravare i clienti di ulteriori spese.

Basta pensare – conclude Caparini – alle commissioni dovute per i servizi in home banking che, a ben vedere, non avrebbero alcuna ragione di esistere: le operazioni, infatti, essendo svolte in proprio dal cliente e attuate in pieno automatismo telematico dovrebbero essere esenti da qualsiasi costo”.


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