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Operazione “Ermelinda”, tre indagati e sequestrati quantitativi di grappa, whisky e rum

mercoledì, 14 settembre 2016

Brescia – I militari del Gruppo Tutela Finanza Pubblica del Nucleo di Polizia Tributaria di Brescia e il personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli – Ufficio delle Dogane di Brescia e dell’Area Antifrode della Direzione Regionale di Milano – hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo, emesso dal Gip di Brescia, di linee di produzione, serbatoi, mezzi e specifici prodotti di un noto operatore economico nel settore della produzione e commercializzazione di bevande alcoliche con sede nella provincia di Brescia.

Le fattispecie penali contestate sono la frode in commercio e la contraffazione di indicazioni geografiche o denominazioni di origine dei prodotti agroalimentari, accertate a conclusione di una complessa e articolata indagine, iniziata da circa un anno, in materia di reati tributari, finanziari, contro il patrimonio e, da ultimo, contro l’industria e il commercio, diretta dalla Procura della Repubblica di Brescia.

L’operazione ha portato al sequestro di:  235.000 litri circa di prodotti, di cui alcool destinato alla produzione di grappa per 42.000 litri circa, whisky per oltre 101.000 litri, rum per circa 79.000 litri e sambuca per circa 13.000 litri, contenuti in n. 41 serbatoi e in n. 51.548 bottiglie di differenti capacità;
-  4 linee utilizzate per la produzione di dette sostanze alcoliche;
-  278.804 etichette identificative dei prodotti oggetto del provvedimento.

Nel mese di ottobre 2015 il Nucleo di Polizia Tributaria di Brescia e gli Uffici dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Brescia e Milano sono stati attivati dai rispettivi organi centrali, nell’ambito di un’operazione congiunta di matrice europea, denominata “ERMELINDA”, finalizzata a contrastare il traffico illecito di alcole e bevande alcoliche nell’Europa Sud-Occidentale.
Tale operazione, condotta con il supporto di Europol e in collaborazione con le competenti Autorità spagnole, nell’alveo della Convenzione di Napoli II, e la Direzione Centrale Antifrode e Controlli – Ufficio Investigazioni – dell’Agenzia delle Dogane di Roma, ha previsto l’analisi, il monitoraggio e il successivo riscontro di alcune movimentazioni di alcole e prodotti alcolici, trasferiti in sospensione di accisa, tra depositi ubicati nei due Paesi (Italia e Spagna), con il fine di individuare ipotesi di frode consistenti in fittizie cessioni o acquisti comunitari di prodotti alcolici in sospensione di imposta.

Come noto, l’accisa è l’imposta che colpisce, fra gli altri, i super alcolici in misura pari a poco più di 10 euro per litro anidro all’immissione in consumo; l’avvenuto pagamento del tributo si riconosce dal contrassegno fiscale posto a chiusura dell’apertura di ogni bottiglia commercializzata.

La legge consente il regime sospensivo (cioè di omettere temporaneamente il versamento dell’imposta) nei passaggi fra depositi fiscali dichiarati al Fisco (anche all’interno dell’Unione europea) purché questi vengano preventivamente comunicati all’Amministrazione Finanziaria dei singoli Stati (ora i trasporti sono visibili in tempo reale, in quanto le comunicazioni avvengono telematicamente).

Dopo le preliminari attività investigative è stata segnalata un’evasione delle accise per oltre 730 mila euro, frutto di irregolare svincolo sospensivo del prodotto e di deficienze di magazzino, con la denuncia di 3 persone (i rappresentanti legali del deposito fiscale italiano e di quello spagnolo, oltre a un autista rumeno) per il reato di sottrazione al pagamento dell’accisa sull’alcole e
sulle bevande alcoliche e, limitatamente a un soggetto, per emissione di fatture per operazioni inesistenti e autoriciclaggio, con il sequestro di un controvalore pari a oltre 71 mila euro in contanti (valuta rinvenuta in euro e sterline).

Nel corso delle operazioni, il personale della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli effettuava anche campionamenti di grappa, whisky, rum e sambuca, al fine di attestarne i requisiti minimi di qualità disciplinati dalla normativa europea, nonché di verificare, per quanto attiene alla grappa e al whisky, il rispetto delle regole in materia di indicazione geografica protetta (IGP).

All’esito degli accertamenti svolti, a cura del Laboratorio Chimico delle Dogane di Torino, sono emerse le seguenti irregolarità:
- il whisky e la grappa commercializzati o in via di commercializzazione non presentavano i requisiti minimi di qualità previsti e, pertanto, non potevano fregiarsi della denominazione geografica tipica che caratterizza tali prodotti;
- la sambuca presentava un tasso di anetolo inferiore a quanto previsto dalla stessa normativa europea;
- il rum non risultava esclusivamente prodotto con alcool etilico ricavato dalla canna da zucchero.

Le responsabilità per le condotte fraudolente sopra descritte sono attribuite ai rappresentanti dei due depositi fiscali individuati e a un dipendente del deposito fiscale italiano con il ruolo di chimico, tutti di nazionalità italiana.

Nel mese di dicembre 2015, inoltre, i finanzieri del Nucleo di polizia tributaria di Brescia hanno tratto in arresto sul territorio bresciano, in stato di latitanza, il rappresentante legale del deposito spagnolo, in quanto destinatario di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Ancona, dovendo scontare un residuo di pena di 2 anni e 3 mesi di reclusione per una condanna passata in giudicato in ordine sempre a reati finanziari in materia di accise.

Il rafforzamento di tali tipologie di attività è orientato alla tutela delle imprese e dei cittadini che tutti i giorni operano e lavorano per il bene e per la crescita economica dell’Italia.


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