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Operazione antiterrorismo nel Bresciano: tunisino espulso dall’Italia, indagata la moglie. I commenti di Bordonali e Beccalossi

martedì, 7 giugno 2016

Brescia – Operazione antiterrorismo nel Bresciano: la Polizia di Stato di Brescia ha condotto un’attività d’indagine sul fenomeno della conversione di giovani donne italiane, collegato alle unioni con soggetti pervasi da fanatismo religioso e simpatizzanti del Daesh. Un cittadino tunisino è stato espulso dal territorio nazionale con provvedimento del ministero dell’Interno.

Polizia di Sondrio

L’attività investigativa della Polizia di Stato ha permesso di riscontrare il percorso di radicalizzazione condotto dalla donna con il supporto del marito. I poliziotti della Digos di Brescia e della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione hanno riscontrato come la donna abbia manifestato segni della sua estremizzazione, iniziando ad indossare il niqab completo ed uscendo raramente solo per incontrare il marito. Quest’ultimo da inizio 2016 non frequentava più l’abitazione di famiglia, circostanza documentata da mirati servizi di osservazione e pedinamento. Le evidenze investigative acquisite, attraverso il monitoraggio dei profili Facebook in uso ai due soggetti, hanno permesso di enucleare forme di esaltazione del Daesh e di propensione al martirio da parte di entrambi. Sulla propria bacheca Facebook – utilizzata per comunicare con il coniuge – la donna scriveva – dopo essere mostrata con il niqab integrale di colore nero – “Io vivo qui solo con il mio corpo invece la mia anima e il mio pensiero sono in un posto molto lontano…” – “Oh Allah ti chiedo una morte nel tuo sentiero, e Ti chiedo una morte nel paese del tuo profeta… Il Paradiso il Paradiso il Paradiso giuro che non ce la faccio ad aspettare…”, ed ancora “…Che Allah ti conceda Shahada (martirio) e un posto nel paradiso”, esternazioni alle quali il marito apponeva il proprio consenso, oltre a ad espliciti riferimenti della donna al jihad “. Nel dicembre 2015 la coppia, senza figli, ha contratto matrimonio civile, dopo che nel 2010 i due si erano sposati con rito islamico. Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati vari supporti informatici – su cui è in corso ulteriore attività d’indagine – ed i documenti validi per l’espatrio intestati alla ragazza e che la stessa avrebbe potuto utilizzare per raggiungere il sedicente “Stato Islamico”.

Il questore di Brescia, Vincenzo Ciarambino ha ricostruito l’indagine: “Siamo riusciti a fermarli prima della partenza per la Siria”. In merito all’operazione della Digos di Brescia che ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati per terrorismo della donna bresciana e l’espulsione dall’Italia del marito tunisino il questore ha spiegato che “La donna, di buona famiglia, soprattutto sui social aveva manifestato una radicalizzazione sempre più in crescendo. Marito e moglie stavano anche prendendo un’auto per poter affrontare il viaggio”.

La donna è indagata per arruolamento con finalità di terrorismo ed è  stata sottoposta a perquisizione personale e domiciliare. Il cittadino tunisino è stato espulso dal territorio nazionale con provvedimento del ministro dell’Interno.

BORDONALI: “PROSELITISMO E’ ANCHE NELLE NOSTRE CITTA’”

“Non bisogna combattere il fondamentalismo islamico solo nella settimana successiva a un attentato. L’operazione di oggi dimostra come il problema sia piu’ grande di quanto lo si voglia descrivere e come i terroristi stiano facendo proselitismo anche nelle nostre citta’. E non e’ un caso che Brescia sia spesso coinvolta, del resto e’ la realta italiana piu’ colpita dal problema dell’immigrazione”. Lo ha detto l’assessore regionale alla Sicurezza, Protezione civile e Immigrazione, Simona Bordonali, commentando l’episodio che vede una donna bresciana “indagata per il reato di arruolamento con finalita’ di terrorismo” e pronta a partire per la Siria.

“Dobbiamo riaffermare i nostri valori e i nostri principi, chi li condivide e’ benvenuto, gli altri no. Non possiamo accettare che ci siano donne che circolano a volto coperto e che inneggino alla guerra santa contro gli infedeli. La Regione Lombardia ha vietato l’accesso a volto coperto negli uffici di propria competenza. Chiediamo al Governo italiano – ha concluso Bordonali – di far rispettare il divieto in tutti i luoghi pubblici. Finche’ l’Islam sara’ l’unica religione a non avere una intesa con lo Stato italiano non possiamo concedere nulla. Basta a nuove moschee e chiusura immediata di quelle irregolari.

BECCALOSSI: GRAZIE A FORZE ORDINE, BRESCIA DIVENTI MODELLO NAZIONALE

“Ho sentito personalmente il Questore di Brescia Vincenzo Ciarambino e il dirigente della Digos Giovanni De Stavola ringraziando loro e i loro uomini, per l’impegno straordinario nella lotta al terrorismo, che anche oggi registra un successo. Brescia sta diventando un modello nazionale nella lotta al terrorismo, applicando concretamente le nuove norme che consentono un maggiore controllo, anche online, che permette di colpire questi fanatici grazie al reato di reclutamento.

Lo dichiara l’assessore regionale al Territorio e Urbanistica Viviana Beccalossi, commentando l’episodio che ha visto protagonista una giovane bresciana, indagata per arruolamento con finalita’ di terrorismo e di suo marito, un tunisino immediatamente espulso dall’Italia.

“Se da un lato -prosegue Viviana Beccalossi- episodi come questo dimostrano la grande attenzione delle forze dell’ordine, dall’altro non si puo’ nascondere la preoccupazione per l’ennesimo caso riguardante Brescia e provincia, diventata un territorio privilegiato per il fanatismo islamico”. “Mi auguro -conclude Viviana Beccalossi – che adesso la Magistratura bresciana, come ha gia’ avuto modo di dimostrare in tanti occasioni recenti, possa completare il lavoro fatto finora, applicando il massimo della pena possibile”.


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