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Ono San Pietro: Pasquale Iacovone è capace di intendere e volere. Chiesto l’ergastolo

venerdì, 21 novembre 2014

Brescia – Pasquale Iacovone, il 43enne, imbianchino, in carcere a Opera, è pienamente capace di intendere e volere. E lo era anche la mattina del 16 luglio 2013 quando ci fu l’incendio dell’abitazione di Ono San Pietro (Brescia) dove persero la vita i suoi due figli, Andrea  e Davide, rispettivamente 7 e 11 anni. Lo ha stabilito la perizia effettuata da esperti nominati dal tribunale di Brescia. La notizia è emersa dal tribunale di Brescia dove è in corso il processo con rito abbreviato nei confronti di Pasquale Iacovone, rimasto gravemente ustionato nell’incendio. Il 43enne non era presente dall’udienza al tribunale di B20130716_50677_pasquale_iacovone_facebookrescia, mentre ha partecipato l’ex moglie Erika Patti. All’esterno del tribunale una manifestazione silenziosa da parte di un gruppo di persone in segno di solidarietà alla  donna e in ricordo delle due giovani vittime.

LA RICHIESTA DI ERGASTOLO

La richiesta avanzata dal  Pm è la condanna ergastolo per Pasquale Iacovone, il padre accusato di aver ucciso i due fratellini di Ono San Pietro, Davide ed Andrea. La sentenza è attesa per il prossimo 19 dicembre. In aula era presente la mamma dei due bambini, Erika Patti, mentre il fratello Omar Patti, all’uscita dal tribunale è stato molto duro con l’ex cognato:”La condanna all’ergastolo – ha detto – è il minimo”.   Il legale di Iacovone ha invece chiesto, contestando la perizia psichiatrica, l’assoluzione del suo assistito.


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