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Ono San Pietro, le motivazioni del Gip sull’ergastolo a Iacovone: “Nessuna pietà per i corpi dei figli Andrea e Davide”

martedì, 24 febbraio 2015

Ono San Pietro – “Non ha mostrato alcuna pietà per i corpi dei figli”, è questo il passaggio più importante della sentenza di condanna all‘ergastolo Pasquale Iacovone (nella foto), il 43enne, imbianchino, che il 16 luglio 2013 ha provocato la morte dei figli Davide e Andrea a Ono San Pietro (Brescia).

Il Gip Maria Chiara Minazzato, nelle motivazioni della sentenza, ha ricostruito nei dettagli quanto accaduto la mattina del 16 luglio di due anni fa, con tanto di perizie dell’accusa e della difesa, e al termine nel motivare la condanna all’ergastolo ha scritto: “Iacovone non ha mostrato alcuna pietà per i corpi d20130716_50677_pasquale_iacovone_facebookei figli, sopprimendone i cadaveri e togliendo alla moglie anche il conforto di poter piangere e dare l’ultimo salito ad Andrea e Davide”.

La perizia ha stabilito che “Pasquale Iacovone è pienamente capace di intendere e volere” e lo era anche la mattina del 16 luglio 2013 quando ci fu l’incendio dell’abitazione di Ono San Pietro dove persero la vita i suoi due figli, Andrea  e Davide, rispettivamente 7 e 11 anni. Con la deposizione delle motivazioni, in tutto 50 pagine, i legali della difesa hanno tempo 60 giorni per l’eventuale ricorso in Appello.


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