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Ono San Pietro, in duemila alla fiaccolata e messa in ricordo di Davide e Andrea

giovedì, 17 ottobre 2013

Ono San Pietro – Una serata speciale per Ono San Pietro, che ieri ha visto una grande partecipazione popolare – oltre duemila persone – alla fiaccolata e messa organizzata dalla parrocchia in ricorda di Davide e Andrea morti tre mesi fa nell’incendio della loro casa. L’iniziativa di raccogliere fondi per costruire l’oratorio e intitolarlo a Davide e Andrea ha colto nel segno. In tanti si sono stretti alla famiglia Patti e don Pierangelo Pedersoli ha avuto parole toccanti per mamma Erica e per tutti i familiari.

LA FIACCOLATA

Ieri sera il paese e la Valle Camonica hanno ricordato i due fratellini, come fossero ancora presenti, e tutti erano vicini a mamma Erica che ha partecipato al corteo. Vicino c’erano i nonni materni Lino e Cati, quindi il parroco, il sindaco, gli amici, laAndrea e Davide1 comunità di Ono e quella di tutta la Valle. Don Pierangelo Pederzoli ha avuto parole toccanti nell’omelia e il progetto dell’oratorio è decollato nel nome dei due fratelli Davide e Andrea.

I MESSAGGI

Il popolo di Facebook si è scatenato con commenti e tutti hanno avuto parole di vicinanza a mamma Erica e ai due fratellini Davide e Andrea. “Siete nel nostro cuore”, “Rimarrete sempre con noi”, “Il vostro sorriso splenderà sempre, anche da lassù”.

L’OMELIA 

Cari amici, ci siamo riuniti questa sera per fare memoria.

E l’abbiam fatto percorrendo le strade del nostro paese e alcuni luoghi significativi per Andrea e Davide. L’abbiam fatto portando delle fiaccole e candele accese per significare il nostro bisogno di luce in questo momento di sconforto. L’abbiam fatto in parte nel silenzio a testimonianza che “non ci sono parole”. L’abbiam fatto ascoltando alcune preghiere, riflessioni, canti, musica, … a testimonianza che “cerchiamo qualsiasi cosa ci possa aiutare ad andare nel profondo”. L’abbiam fatto insieme, camminando l’uno accanto all’altro, come per sostenerci a vicenda. L’abbiam fatto col cuore, nella convinzione che anche un semplice atto di prossimità, di vicinanza, può essere di conforto.

Grazie! Grazie a Dio perché ha ispirato questo avvenimento! Grazie a chi l’ha ideato, organizzato e preparato! Grazie a ciascuno di voi qui presenti! Grazie a chi è presente anche se non qui!

Ma il nostro fare memoria, il nostro ricordare vuole andare anche un po’ oltre ciò che stiamo vivendo questa sera. Fin dai primi giorni dopo la morte di Andrea e Davide avevo invitato tutta la comunità ad un gesto concreto “di vita” perché la vita di Andrea e Davide potesse continuare. Non avevo in mente cosa fare ma presto l’idea è venuta fuori. Alcuni parrocchiani, facendosi portavoce di altri, hanno suggerito: “Perché non fare qualcosa per i nostri bambini, ragazzi, giovani, …?”. E si è pensato all’oratorio: luogo per eccellenza di crescita, di comunione, di condivisione, di fraternità. Luogo che ci invita a pensare a Dio (oratorio significa proprio luogo di preghiera); ma anche luogo che ci invita a guardare con sguardo diverso il fratello che abbiamo accanto. Luogo in cui attraverso la conoscenza e l’amore per Dio si impara anche ad amare il fratello. Luogo che vede l’impegno di grandi e piccoli per maturare scelte di bene, di vita, … E quest’idea dell’oratorio è stata immediatamente condivisa dalla mamma e dai famigliari.

È questo desiderio, radicato profondamente nel nostro cuore, che ci ha spinto verso il “Progetto Oratorio” che in queste settimane ha avuto il suo inizio. Non desiderio di speculare sulla morte di Andrea e Davide, non per “guadagnare” sfruttando la loro immagine. Non ci saremmo mai permessi una cosa del genere, sarebbe contrario al nostro essere uomini prima di tutto, ma anche contrario al nostro essere cristiani. La Comunità Cristiana vuole questo luogo proprio per ricordare Andrea e Davide e tutti quei bambini, ragazzi e giovani che troppo presto (in qualsiasi modo sia avvenuto) hanno concluso il cammino terreno della loro vita.

Cari amici,

ciò che stiamo vivendo da quel 16 luglio è un duro colpo per tutti! Non so in che modo potremmo venirne fuori! Rimarrà impresso nella nostra mente, nel nostro cuore, per le nostre strade e nelle nostre case per sempre. E tutti coloro che si sono fatti vicini alla nostra comunità hanno condiviso con noi questi sentimenti. Allora facciamo in modo che questo avvenimento di morte sia trasformato in vita, anche attraverso un ambiente in cui piccoli e grandi possano imparare a vivere meglio, a volersi un po’ bene, a rispettarsi, a compiere scelte giuste per il bene di tutti, … così anche Andrea e Davide, insieme a tanti altri piccoli angeli, continueranno a vivere: non solo nella nostra memoria …

Mi permettete ancora una riflessione. Abbiamo ascoltato nella prima lettura (tratta dal libro della Genesi dal cap. 37 in avanti) la storia di Giuseppe venduto dai fratelli. Abbiamo capito bene cos’è successo? Da un fatto di morte, Giuseppe venduto come schiavo dai suoi fratelli perché erano gelosi di lui, Dio ha fatto nascere la vita: Giuseppe, diventato ministro del faraone, farà in modo di salvare dalla carestia, dalla morte, i suoi fratelli e tutta la loro famiglia. Ecco: Dio sa scrivere dritto anche sulle righe storte della nostra vita. E allora invito tutti voi a rinnovare la fede nel Signore, cioè a fidarci di lui, anche se può essere difficile! Se ci fidiamo di lui, lui ci conduce, ci guida, non si dimentica, e ci fa rinascere!

E non dimentichiamoci di Maria: anche lei ha sofferto per la morte di suo Figlio, ha provato quello che Erika e tante mamme provano, per questo possiamo rivolgerci alla Madonna nella certezza che ci capisce e prega con noi e per noi!

Cari amici,

stasera siamo tutti uniti e concordi nel fare memoria, nel ricordare, … cerchiamo di andare avanti così! Rimanere uniti e concordi per costruire strade di bene, per instaurare rapporti buoni, per aiutarci gli uni gli altri nelle scelte della vita …

Don Pierangelo Paderzoli


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