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Ono San Pietro, il ricordo di Andrea e Davide a tre anni dalla tragedia. Messa e fiaccolata

sabato, 16 luglio 2016

Ono San Pietro – Sono passati tre anni da quella tragedia che ha sconvolto Ono San Pietro (Brescia) e la Valle Camonica. Pasquale Iacovone, ai tempi imbianchino 41enne, uccise i figli Andrea a Davide. Oggi a distanza di tre anni da quella tragedia si terrà una cerimonia in ricordo delle due vittime: alle 19.30 nella chiesetta di San Pietro, don Pierangelo Pederzoli, celebrerà la Santa Messa in suffragio di Davide e Andrea, al termine si terrà la fiaccolata (nella foto di apertura l’evento di un anni fa) promossa dal comitato “Uniti per i due angeli” che si concluderà sulla tomba di Davide e Andrea. La mamma Erika Patti, ricorda i due figli: “Voi potevate essere qui con me, la vostra innocenza non doveva essere toccata, anzi nemmeno sfiorata”. Intanto proseguono le iniziative del comitato per raccogliere fondi e costruire l’oratorio in ricordo di Davide e Andrea.

ERGASTOLO AL PADRE  pasquale iacovone

Il padre Pasquale Iacovone (nella foto) è stato condannato in primo e secondo grado all’ergastolo. Secondo i giudici del tribunale di Brescia il progetto criminoso di Pasquale Iacovone era: “Uccidere i figli in odio alla madre togliendole persino i corpi su cui piangere mediante l’incendio”. Per i suoi bimbi, non avrebbe mostrato “alcuna pietà”. Il rogo, appiccato nell’appartamento di Ono San Pietro alle 10 del 16 luglio 2013, “non appare assolutamente frutto di una decisione improvvisa e irrazionale, ma risulta essere il punto di arrivo di una sistematica e pianificata attività volta a provocare il massimo della sofferenza alla ex moglie”, è uno dei passaggi chiave delle sentenze di condanna di Pasquale Iacovone. I due figli, Andrea e Davide, 9 e 12 anni, sono stati trovati sul lettone, carbonizzati, nella casa del padre – che ha riportato ustioni sul 90% del corpo.

Attorno alle 10 del 16 luglio i vicini a sentire uno scoppio e notano le fiamme e il fumo uscire dall’abitazione di Iacovone, allertano le forze dell’ordine e poco dopo si scopre la morte dei due ragazzi. A distanza di tre anni il ricordo è ancora vivo a Ono San Pietro e il paese è vicino alla madre Erika e ai familiari.


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