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Ono San Pietro, i motivi dell’ergastolo a Iacovone. Cassazione: “Omicidio premeditato”

sabato, 12 agosto 2017

Ono San Pietro – Un duplice omicidio premeditato e crudele. E’ questa la motivazione principale che ha portato i giudici della Corte Suprema a confermare l’ergastolo per Pasquale Iacovone (nella foto), 45 anni, di Ono San Pietro (Brescia), ritenuto colpevole della morte dei suoi due figli, Andrea e Davide, 9 e 12 anni, avvenuta il 16 luglio 2013 a Ono San Pietro.pasquale iacovone

I giudici della Cassazione hanno confermato lo scorso aprile l’ergastolo per Iacovone, che dovrà anche pagare il risarcimento e le spese processuali. L’ex artigiano di Ono San Pietro si era vendicato della moglie che aveva annunciato l’intenzione di separasi, uccidendo i due figli in “modo crudele”, come si legge nella sentenza della Cassazione. Pasquale Iacovone ha prima soffocato, poi bruciato i due figli, rimanendo anch’egli pesantemente ustionato. Il tribunale di Brescia nel gennaio 2014 lo ha condannato all’ergastolo, quindi in Appello, nel novembre 2015, è stata confermata la condanna al carcere a vita. La Cassazione il 12 aprile scorso ha confermato le due sentenze. Ora si conoscono anche le motivazioni dei giudici della Suprema Corte che sono racchiuse in due parole: premeditato e crudele.

L’ex moglie Erika Patti, dopo la sentenza della Cassazione, aveva postato su Facebook la seguente frase: “Pena confermata: ergastolo. Marcisci in galera ora”. Con il deposito della sentenza in Cassazione si chiude la vicenda giudiziaria, ma rimangono ancora aperte le ferite per il duplice omicidio.


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