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Ono San Pietro: condannato all’ergastolo Pasquale Iacovone per la morte dei figli Andrea e Davide

venerdì, 19 dicembre 2014

Ono San Pietro – Condannato all’ergastolo Pasquale Iacovone (nella foto), il 43enne, imbianchino, in carcere a Opera. La sentenza è stata letta nelle prime ore del pomeriggio e il giudice dell’Assise ha accolto la richiesta avanzata dal Pm nell’udienza del 21 novembre scorso sulla base della perizia che ha stabilito “Pasquale Iacovone è pienamente capace di intendere e volere”.20130716_50677_pasquale_iacovone_facebook

E lo era anche la mattina del 16 luglio 2013 quando ci fu l’incendio dell’abitazione di Ono San Pietro (Brescia) dove persero la vita i suoi due figli, Andrea  e Davide, rispettivamente 7 e 11 anni. Lo hanno dichiarato e messo per iscritto nella relazione finale gli esperti nominati dal tribunale di Brescia. Il processo con rito abbreviato nei confronti di Pasquale Iacovone, rimasto gravemente ustionato nell’incendio e oggi rinchiuso nel carcere di Opera (Milano) è giunto oggi a conclusione.

LE REAZIONI

“La condanna all’ergastolo era il minimo che potesse avere. Non posso essere comunque felice perché nessuno mi restituisce i miei bambini”, sono le parole di Erika Patti, l’ex moglie di Iacovone e madre dei due ragazzi che un anno e mezzo fa morirono a Ono San Pietro.  Davide e Andrea, rispettivamente otto e dodici anni, vennero prima soffocati e poi morirono carbonizzati nell’incendio che l’uomo appiccò nella sua abitazione dove aveva trascorso qualche giorno con i figli. Oggi il Tribunale di Brescia, al termine del processo celebrato con rito abbreviato, ha condannato all’ergastolo Pasquale Iacovone, l’ex marito di Erica che lei aveva lasciato. I giudici hanno stabilito il pagamento di una provvisionale immediatamente esecutiva di 1 milione e 800 mila euro all’ex moglie e agli ex suoceri. Il legale di Iacovone, avvocato Gerardo Milani, aveva chiesto la revisione della perizia psichiatrica alla quale era stato sottoposto l’uomo e che aveva stabilito come al momento dei fatti fosse capace di intendere e volere. I giudici del tribunale di Brescia hanno però respinto la richiesta.

Dopo la lettura della sentenza, alla presenza di Erika Patti, dei familiari della donna e di alcune persone di Ono San Pietro e Darfo Boario Terme il commento è stato univoco: “Si è trattato di una tragedia annunciata. Tutto questo si poteva evitare”. Nel corso degli anni – prosegue Erika Patti “Nessuno mi ha ascoltata, nessuno mi ha aperto le porte, nessuno ha raccolto il mio grido”. Infatti per ben dieci volte aveva denunciato per stalking l’ex marito che la perseguitava con minacce al telefono e via sms. “Oggi – conclude l’ex moglie di Iacovone – posso dire di avere ottenuto  giustizia. Ciò che mi manca sono i miei due figli, Andrea e Davide”.


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