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Omicidio Giacomini: gli inquirenti non credono alla versione del camuno Mossoni

mercoledì, 2 luglio 2014

Malegno – Emergono altri particolari sugli ultimi giorni di Federica Giacomini, 43 anni, attrice hard, conosciuta come ‘Ginevra Hollander’, della cui morte è ora accusato il 55enne, Franco Mossoni, il rambo camuno arrestato nei giorni scorsi. Quest’ultimo accusa una banda di albanesi dell’uccisione della sua ex compagna. Infatti Franco Mossoni, il 26 giugno, dopo il ritrovamento del cadavere aveva chiesto e ottenuto di parlare con una psicologa all’ospedale psichiatGiacomini 1rico giudiziario di Reggio Emilia, dove era stato assegnato da febbraio dopo aver minacciato il personale dell’ospedale di Vicenza, e Mossoni, in quell’occasione, ha raccontato che a uccidere Federica sarebbero stati tre albanesi che si erano presentati a casa della donna e che volevano soldi. Dopo aver preso il denaro – secondo il racconto di Mossoni alla psicologa - avevano colpito in testa Giacomini con il calcio di una pistola uccidendola. 

Il racconto è riassunto nell’ordinanza di custodia cautelare del Gip di Vincenza Stefano Furlani che contesta  a Mossoni l’omicidio volontario aggravato e la soppressione di cadavere. Alla versione della banda albanese non credono gli inquirenti, gli agenti della squadra mobile di Vicenza, guidata da Michele Marchese e il pm Silvia Golin.  L’autopsia ha chiarito che Federica Giacomini è stata colpita da cinque colpi, uno dei quali di eccezionale efferatezza.


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