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Omicidio Niardo/3 Gloria uccisa con otto coltellate, domani l’interrogatorio di Tullio Lanfranchi. Le reazioni

domenica, 19 aprile 2015

Niardo – Una domenica di silenzio a Niardo, con una comunità scossa e il parroco che ha invitato alla Messa principale – quella della 10.30 – a pregare per Gloria Trematerra, uccisa con otto fendenti dal marito venerdì sera. Fuori dalla chiesa di Niadro in pochi hanno voglia di parlare dell’ennesimo femminicidio. “Era una famiglia molto riservata”, sono le parole di chi conosceva Tullio Lanfranchi e Gloria Trematerra. “Non sapevano dei loro problemi”, aggiunge una signora che abita a duecento metri dal luogo della tragedia.

IL SINDACONiadro luogo omicidio
“Non ci sono parole – dice il sindaco Carlo Sacristani – come tutto il paese e la valle siamo sconvolti dalla tragedia. I servizi sociali erano a conoscenza dei problemi di quella famiglia e avevamo attivato una convenzione affinché madre e figlia potessero vivere in un alloggio protetto”. Da capire i motivo del ritorno in famiglia nella serata di venerdì. La figlia Alice, è già stata dimessa dall’ospedale ed è ospite da amici, ha accompagnato la madre Gloria Trematerra  per prendere degli effetti personali, quando è scoppiata la violenta lite e Tullio Lanfranchi con un coltello da cucina ha sferrato otto fendenti al volto e all’addome, uccidendola.

L’ISTITUTO GOLGI

Tutto l’istituto è vicino ad Alice e le colleghe di Gloria Trematerra non hanno parole per spiegare quanto accaduto. “Non ci siamo mai accorti di nulla”, sostengono le colleghe, mentre Tiziana Pelamatti, vicepresidente del liceo Golgi di Breno dove Gloria insegnava Inglese, dice: “Per tutti noi, soprattutto per gli studenti, è difficile comprendere che una loro insegnante, una persona a loro vicina, sia stata vittima di violenza”.

INCHIESTA

Domani ci sarà l’interrogatorio di convalida dell’arresto di Tullio Lanfranchi, rinchiuso nel carcere di Brescia. Le accuse del Pm Carlo Pappalardo sono omicidio volontario e lesioni colpose. I carabinieri della compagnia di Breno hanno consegnato i primi atti con la ricostruzione del delitto in Procura.


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