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Obbligo di etichetta con “dichiarazione nutrizionale”: artigiani esonerati. Massetti: “Novità per maggior trasparenza”

martedì, 20 dicembre 2016

Darfo – Le imprese produttrici di alimenti dal 13 dicembre hanno l’obbligo di indicare in etichetta la cosiddetta «dichiarazione nutrizionale» ma da tale obbligo sono esonerate le imprese artigiane, la cui produzione è considerata “di piccole quantità”. Sono inoltre esclusi dall’adempimento anche i fornitori di prodotti alimentari destinati agli artigiani (es: gelatai, pizzaioli, pasticcieri), i quali possono produrre alimenti preconfezionati, rifornire esercenti per la successiva vendita al dettaglio, ma anche preparare alimenti destinati al consumo immediato da parte del consumatore finale. L’obbligo della dichiarazione nutrizionale permarrà, al contrario per chi opera nella grande distribuzione alimentare. Questo è il principio espresso dal ministero dello sviluppo economico, in collaborazione con il ministero della salute, con la circolare del 16/11/2016 in merito alla deroga sulla dichiarazione nutrizionale punto 19 allegato V regolamento n. 1169/2011.

massettiIntanto Confartigianato Brescia ha già presentato ai suoi associati un nuovo software semplice, funzionale ed economico per quanti dovranno comunque ottemperare a tale obbligo. Un software che permette la realizzazione di ricette, la successiva stampa di etichette provviste di logo aziendale, QRcode e codice a barre con evidenza degli ingredienti e di eventuali allergeni. «La recente circolare ha escluso l’obbligo di etichettatura per alcuni tipi di realtà, come le micro imprese: ciò non toglie come questa diventi un’opportunità per l’impresa artigiana di evidenziare la superiorità qualitativa dei propri prodotti rispetto a quelli industriali che per legge sono tenuti ad avere l’etichetta. Si tratta di una novità importante per i consumatori, nell’ottica di una maggiore trasparenza e Confartigianato è pronta a dare un supporto e un aiuto concreto e funzionale alle imprese coinvolte» spiega il presidente di Confartigianato Imprese Brescia e Lombardia Orientale Eugenio Massetti.

Confartigianato Brescia precisa che sono esclusi dall’obbligo quei prodotti preimballati, compresi quelli prodotti artigianalmente piuttosto che “confezionati”, che possiedono contemporaneamente tre requisiti:

a) sono realizzati in piccole quantità (nel caso in questione viene effettuata una parificazione tra piccola quantità e quella che proviene dall’attività di una impresa classificata come micro impresa secondo la definizione data all’art. 2 della raccomandazione 2003/361 CE della Commissione quindi:
b) fatturato inferiore a 2 milioni di euro;

c) numero di addetti inferiore a 10: entrambi i parametri devono essere rispettati.

Per poter utilizzare la deroga di cui in oggetto occorre dimostrare di rientrare nella fattispecie prevista di micro impresa esponendo ad eventuali organi di controllo in fase ispettiva il Bilancio o il volume di affari e la documentazione attestante il numero degli occupati.

– sono forniti direttamente al consumatore o per il tramite di strutture di vendita o somministrazione (negozi, supermercati, chioschi di vendita su aree attrezzate pubbliche, mezzi di trasporto attrezzati per vendita ambulante, etc.. Sono parificate alla vendita al dettaglio le vendite effettuate a ristoranti, mense, scuole, ospedali e imprese di ristorazione in cui, nel quadro di un’attività imprenditoriale, gli alimenti vengono somministrati al consumatore finale). Sono da escludere dalla deroga invece i prodotti che sono ceduti a strutture di vendita all’ingrosso o che svolgono attività da intermediari nella commercializzazione quali ad esempio le centrali di acquisto della GDO;

– sono ceduti al consumatore presso strutture ubicate a livello locale, ambito che consente un rapporto diretto tra produttore e consumatore. Il livello locale sarà rappresentato quindi dal territorio della provincia in cui opera l’azienda produttrice e da quello delle provincie confinanti.

Per i prodotti non preimballati, ovvero secondo l’art. 2 del reg 1169/2011 quelli venduti senza un preimballaggio (c.d. sfusi) o imballati dietro richiesta del consumatore nel luogo di vendita (c.d. preincartati) o preimballati sul luogo di vendita per la vendita diretta, infatti, sia in base al reg. 1169/2011 che allo schema di decreto legislativo per l’adeguamento del D. Lgs. 109/92 al reg. 1169/2011, in via di approvazione, non vi è l’obbligo di riportare la dichiarazione nutrizionale.


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