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NK di Ceto: 70 posti di lavoro a rischio. Appello di Martinazzoli: “Situazione difficile, bisogna risolverla”

giovedì, 22 ottobre 2015

Ceto – “Le notizie diffuse in questi giorni riguardanti il futuro della NK di Ceto destano sicuramente forte preoccupazione. E’ compito delle istituzioni fare tutto il possibile per salvaguardare produzione e occupazione in una zona, quella della media Valle Camonica, che è già indubbiamente tra le più colpite dalla crisi economica.martinazzoli 1

Per questo motivo ho immediatamente richiesto al Presidente Ciocca di invitare i rappresentanti di società, lavoratori e parti sociali per un’audizione in commissione, in modo da poter ponderare e concordare le azioni da intraprendere per risolvere questa difficile situazione”. Lo afferma la Donatella Martinazzoli, consigliere regionale della Lega Nord originaria della Valle Camonica e componente della commissione Attività produttive e occupazione.

LA SITUAZIONE DELLA NK DI CETO
Il lavoro della filatura nella NK di Ceto, in Valle Camonica, è a rischio dopo che il principale committente – il Gruppo Albini di Bergamo – ha comunicato la rescissione del contratto dopo una collaborazione di oltre tre anni. Sono 70 i lavoratori. Un progetto naufragato – stando alle dichiarazioni fatte dalla direzione della NK in un incontro con le organizzazioni sindacali avvenuto nella sede dell’Associazione Industriale Bresciana – per la perdita di mercato del prodotto realizzato nella filatura di Valle Camonica.

nk ceto

“Se la decisione di recesso del contratto con il committente principale dovesse essere definitiva – scrivono le organizzazioni sindacali in un comunicato – l’impatto sociale sarà pesantissimo in quanto ricadrà su un territorio già colpito dalla crisi industriale e privo di alternative occupazionali”. Una motivazione che non convince Femca Cisl e Filctem Cgil, visto che “il contratto di solidarietà in vigore dal primo gennaio 2015 è stato firmato a fronte di investimenti e obiettivi a medio e lungo termine”.


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