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Niardo e Saviore dell’Adamello hanno ricordato l’alluvione di 30 anni fa

venerdì, 25 agosto 2017

Niardo – Sono trascorsi trent’anni dalle inondazioni e frane che provocarono due morti e sfollati tra Saviore dell’Adamello e Niardo (Brescia). I danni furono ingenti in Valle Camonica e nel Bresciano: la sera del 24 agosto 1987 due movimenti franosi di grandissima entità, a causa dell’effetto diga, fecero esondare i torrenti Re e Cobello, provocando distruzioni e vittime.

Per non dimenticare le due comunità hanno organizzato degli eventi: a Niardo ieri sera si è svolta una Messa al cimitero dove sono stati ricordati i coniugi Antonietta e Giovanni Pandocchi, morti travolti dalla furia dell’esondazione dei torrenti e ritrovati sotto fango e sassi tre giorni dopo. Al termine è stata inaugurata la mostra “Per non dimenticare! Il faticoso ritorno alla normalità – 24 agosto 1987 24 agosto 2017. 30esimo anniversario dell’alluvione”, presso la palestra delle scuole con materiale inedito raccolto da Francesco Taboni e Dino Turelli. Presenti all’inaugurazione le autorità, tra cui il sindaco Carlo Sacristani, l’ex parroco don Fausto Murachelli, l’alpino Giacomo Surpi e Luca Giorgi, responsabile del gruppo di Protezione civile di Niardo, e i parenti delle vittime.

Niardo 1987 - frana

La mostra (nella foto) rimarrà aperta oggi e domani dalle 20 alle 22.,30, domenica 27 agosto, sabato 2, 9 e 16 settembre dalla 14.30 alle 18.30.

A Saviore dell’Adamello si è svolta una cerimonia dal titolo: “I Cus 30 anni dopo l’alluvione”. con alle 20 la Messa e al termine la proiezione di filmati del tempo e racconti di chi ha vissuto quei terribili momenti.


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