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Nella valle di Ledro avvistata una lince. L’ultimo esemplare abbattuto a Vezza d’Oglio nel 1845

martedì, 6 gennaio 2015

Tremosine - Altri avvistamenti da parte del personale faunistico. Dopo l’orso, il lupo e l’aquila reale, a fare la sua comparsa sugli altopiani tra la valle di Ledro e Tremosine è stata la lince.

A finire nelle inquadrature delle foto-trappola sistemate nei boschi bresciani a ridosso del confine con la provincia di Trento  è stato infatti “B132″, il felide immigrato in Trentino dalla Svizzera ancora nel 2008 e che sui versanti montani compresi tra la val di Daone e la destra orografica del fiume Chiese, nelle Giudicarie esteriori, negli ultimi due anni aveva individuato i luoghi ideali in cui vivere. La conferma è nelle immLince adulta a tremosineagini  che ritraggono in modo nitido la lince intenta a banchettare con la carcassa di un camoscio.

“E’ un evento eccezionale e rarissimo – sostengono al settore faunistico della Provincia di Brescia – che si è presentato ora dopo 168 anni dall’ultimo abbattimento di Vezza d’Oglio”. Il felide – un maschio di otto anni, unico esemplare accertato sul territorio trentino proveniente dalla piccola popolazione svizzera del Canton San Gallo, appartenente a una specie se possibile ancora più schiva e sfuggente rispetto all’orso bruno – che dopo quattro anni di permanenza nell’area del Brenta-Gazza nel corso dello scorso anno si era spostato a sud-ovest, portandosi sui monti della val di Daone e verso il confine bresciano meridionale. Tra le ipotesi avanzate: “B132″ avrebbe cercato zone più tranquille rispetto all’area del Brenta dove, dal 2008 al 2012, la densità degli orsi è quasi raddoppiata.


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