QUESTO SITO WEB UTILIZZA COOKIES. NEL CONTINUARE A NAVIGARE SUL SITO STAI ACCETTANDO L'UTILIZZO DEI COOKIES.
TI INVITIAMO A LEGGERE LA COOKIES POLICY.
X
Ad
Ad
Ad

Ad

Mottinelli approva schema di accordo bilaterale tra Regione e Provincia di Brescia

sabato, 6 agosto 2016

Brescia – Il Presidente della Provincia di Brescia, Pier Luigi Mottinelli, ha firmato il decreto che approva lo Schema di Accordo Bilaterale fra la Regione Lombardia e la Provincia di Brescia, in attuazione dell’Intesa sottoscritta tra Regione e Province Lombarde, lo scorso 15 dicembre. Oggi l’Accordo sarà sottoscritto dal Segretario Generale della Provincia e dai delegati regionali.Pierluigi Mottinelli

Si tratta di un passo molto importante, che segue l’adozione da parte della Giunta Regionale, dello scorso 2 agosto, di ulteriori determinazioni in merito al finanziamento delle funzioni regionali delegate alle Province.

“Quando il Consigliere Fabio Rolfi dichiara “la Provincia faccia la sua parte” – sottolinea il Presidente della Provincia di Brescia, Pier Luigi Mottinelli – si informi meglio e sappia, rispetto a quanto dichiarato, che la polizia provinciale ha continuato ad occuparsi di tutte le attività dimenticate dalla Regione, con risorse umane e materiali proprie. Ecco perché la decisione della Giunta regionale di riconoscere alle polizie provinciali il compito di soccorrere la fauna in difficoltà è solo uno degli aspetti ancora irrisolti, a causa della superficialità con cui è stata scritta la riforma regionale sulla caccia e sulla pesca. Ora – ha concluso Mottinelli -  è necessario andare avanti al fine di eliminare ogni incertezza sulla titolarità delle funzioni e delle attività da svolgere”. 

Fin dai primi giorni dopo il passaggio alla Regione delle competenze in materia di gestione della fauna selvatica, la Provincia di Brescia ha ripetutamente sollecitato la Regione ad affrontare la questione di tutta una serie di attività riguardanti caccia e pesca, da sempre svolte dalla polizia provinciale, ma che con la riforma approvata non erano minimamente state prese in considerazione.

Si fa riferimento non solo al recupero della fauna selvatica in difficoltà, ma anche alle perizie per i danni causati dai cinghiali, ai rilievi tecnici preventivi per l’autorizzazione agli appostamenti fissi in materia di caccia, così come all’affissione delle tabelle di delimitazione delle aree di caccia.

Si fa riferimento poi alla predisposizione dei moduli e al loro ritiro per le richieste di intervento per l’abbattimento della fauna selvatica (cinghiali, piccioni, corvidi, ecc.) e tutte le altre attività di gestione in materia di controllo della fauna selvatica diverse dal puro e semplice abbattimento; non si dimentichi la sorveglianza veterinaria nei confronti della malattia trasmessa dalle zanzare “West Nile Disease (WND)”.

Per quanto concerne l’ambito pesca, la Provincia ha continuato ad occuparsi del controllo della maturazione della specie oggetto della campagna ittiogenica con interventi di cattura di esemplari in materia di pesca, il coordinamento e la distribuzione dei bollini identificativi ai pescatori di professione coinvolti e relative autorizzazioni, il controllo delle operazioni di spremitura delle uova dettate dal dipartimento Veterinario competente, il lavoro che parte dalla raccolta delle uova fecondate e il relativo trasporto all’incubatoio, fino alla raccolta degli esemplari nati e al loro rilascio, in sinergia con l’ Istituto Zooprofilattico di Brescia.

Per tutte queste attività la Provincia di Brescia aveva proposto senza riscontro alla Regione di stipulare un accordo transitorio, in attesa di decisioni definitive.


© Gazzetta delle Valli - Testata registrata in tribunale, direttore responsabile Alberto Panzeri - P. IVA 03457250136