QUESTO SITO WEB UTILIZZA COOKIES. NEL CONTINUARE A NAVIGARE SUL SITO STAI ACCETTANDO L'UTILIZZO DEI COOKIES.
TI INVITIAMO A LEGGERE LA COOKIES POLICY.
X
Ad

Ad
Ad

Ad
Ad

Ad

Malegno, delitto Giacomini: confermati 20 anni di carcere per il camuno Franco Mossoni

sabato, 8 aprile 2017

Malegno – Confermata in Corte d’Assise d’Appello di Venezia la condanna a 20 anni di carcere e 10 di misura di sicurezza a pena espiata per Franco Mossoni, il “Rambo” camuno. Il 59enne, nato a Malegno, è accusato dell’omicidio della compagna e l’occultamento del cadavere di Federica Giacomini, trovato in fondo al lago di Garda.

Contro la sentenza emessa dal Gup del tribunale di Verona nel settembre 2015 il legale di Mossoni, l’avvocato Gerardo Milani, ha presentato ricorso, chiedendo una nuova perizia psichiatrica. Al tribunale di Venezia si è svolto il processo in Corte d’Assise d’Appello ed è stata confermata la pena inflitta in primo grado. Inoltre i giudici hanno disposto che Mossoni risarcisca i genitori di Federica Giacomini con 200mila euro di provvisionale, oltre alle spese processuali. Dopo la condanna in primo grado Franco Mossoni è ospite di strutture psichiatriche tra Reggio Emilia e Modena.tribunale-2

L’OMICIDIO - L’inchiesta sul delitto di Corrubbio prese il via quando gli inquirenti fermarono Mossoni, vestito da Rambo, durante un’irruzione all’ospedale di Vicenza, nel febbraio 2015. I poliziotti risalirono al fatto che l’uomo divideva un appartamento con Federica Giacomini, i cui genitori ne avevano denunciato la scomparsa un mese prima. Da lì partirono le indagini, che si incrociarono con il ritrovamento della cassa, ripescata il 17 giugno a Castelletto di Brenzone (Verona), e l’autopsia accertò che i resti umani all’interno appartenevano alla donna scomparsa.


© Gazzetta delle Valli - Testata registrata in tribunale, direttore responsabile Alberto Panzeri - P. IVA 03457250136