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Malegno: conferimento di 40 riconoscimenti ad ex internati. I racconti dei familiari

giovedì, 17 settembre 2015

Malegno – Dopo la consegna, avvenuta a Brescia, alla presenza del prefetto Valerio Valenti, di 28 medaglie d’onore della Presidenza della Repubblica, a Malegno c’è stato il conferimento di 40 riconoscimenti ad ex internati camuni, di cui 34 di Malegno, 3 di Braone, 2 di Bienno e uno di Borno.

In Prefettura erano presenti due ex deportati camuni: Mario Tognoli, 92 anni, di Corteno Golgi, e Girolamo Bazzoni, 98 annMalegno internati 1i, di Vezza d’Oglio. A ritirare la medaglia anche i familiari di Alberto Ruggeri, Carlo Appollonia, Stefano Savardi, Angelo Ferretti, Pietro Dassa, Andrea Salari e Bernardo Pasinetti, tutti deportati, durante la Seconda Guerra Mondiale, nei campi di lavoro nazisti.

Invece a Malegno (Nella foto sopra concessa dall’emittente Piùvallitv)  la cerimonia è avvenuta nella sala consiliare, alla presenza delle autorità, oltre al sindaco Paolo Erba e ai colleghi di Borno (Vera Mangolini), Bienno (Massimo Maugeri), Braone (Gabriele Prandini) e Ossimo (Cristian Farisé) hanno partecipato il presidente della Provincia di Brescia (Pierluigi Mottinelli), della Comunità Montana e Bim di Vallecamonica (Oliviero Valzelli). Sono stati ricordati  40 deportati: gli amministratori di Malegno, in stretta collaborazione con l’associazione Alpini di Malegno e l’Anpi di Valle Camonica, hanno ricostruito le storie di 40 cittadini camuni recuperando materiali e reperti storici e, grazie a questo lavoro, hanno ottenuto l’onorificenza da parte del Ministero dell’Interno.

Il sindaco di Malegno, con accanto il prefetto di Brescia, ha ricordato i cittadini che nella seconda guerra mondiale furono deportati e internati nei lager nazisti e, alla loro memoria, è stata consegnata ai familiari la Medaglia con la scritta “La Repubblica italiana riconosce a titolo di risarcimento soprattutto morale il sacrificio dei propri cittadini deportati e internati nei lager nazisti nell’ultimo conflitto mondiale”.

I sindaci hanno poi consegnato le medaglie ai familiari dei deportati, in particolare a figli, nipoti, parenti, conoscenti e amici dei 40 ai quali sono state consegnate le medaglie alla memoria. Di loro oggi non c’è più nessuno. Un momento importante è stato il racconto di Francesca Furloni, moglie di Battista Scolari, che ha ripercorso gli anni vissuti con il marito, morto nel 1980 a 66 anni, e i ricordi della guerra dalla campagna di Russia alla prigionia.


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