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L’UniMont di Edolo in prima linea per la valorizzazione del “mais nero spinoso” della Valle Camonica

venerdì, 25 marzo 2016

Edolo – Attività concrete e risultati misurabili per il territorio montano. Insieme alla significativa e sempre più focalizzata attività formativa, informativa e divulgativa per lo sviluppo della montagna, che ha fatto guadagnare all’Università della Montagna di Edolo un riconosciuto primato nel panorama nazionale e internazionale, l’attività di ricerca e sperimentazione per la montagna cresce significativamente e genera risultati concreti.mais nero

Si è infatti concluso con successo l’iter relativo all’iscrizione del “mais nero spinoso” della Valle Camonica alla sezione varietà da conservazione del Registro Nazionale delle varietà di specie agrarie e orticole.

La domanda di iscrizione è stata presentata dal Ge.S.Di.Mont., unità di ricerca di UNIMONT, in collaborazione con il Comune di Esine e il Comune di Piancogno, a marzo 2015 e si è conclusa a gennaio 2016 con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto Ministeriale 14/12/2015.

Un importante riconoscimento per il “mais nero spinoso”, ecotipo locale caratterizzato dal gruppo di ricerca composto da Anna Giorgi, Roberto Pilu e Luca Giupponi, che presenta delle caratteristiche che lo rendono unico nel suo genere, dunque degno di tutela.

L’iscrizione di questa antica varietà, tradizionalmente coltivata nella media Valcamonica, rappresenta un traguardo importante che consente la salvaguardia dell’agrobiodiversità nazionale e che arricchisce il patrimonio agro-alimentare della Valcamonica.

La procedura d’iscrizione ha coinvolto sia gli agricoltori camuni e le amministrazioni locali, sia Regione Lombardia e il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, grazie a un lavoro di squadra che da sempre contraddistingue l’operato dell’Università della Montagna.

La valorizzazione del “mais nero spinoso” si pone all’interno di un ampio lavoro che il polo di Edolo sta svolgendo per incentivare l’agricoltura di montagna, puntando su prodotti unici e di qualità.

L’interesse di UNIMONT non si limita infatti solo al mais, ma anche ad altri prodotti di qualità e pregio, tra cui lo zafferano. Proprio lo scorso 11 marzo si è svolto a Edolo il secondo tavolo tecnico sullo zafferano, a cura del gruppo coordinato da Anna Giorgi con la collaborazione di Sara Panseri, Luca Giupponi e Daniela Pentimalli, che ha visto la partecipazione di numerosi produttori provenienti da tutta Italia, collegati anche per mezzo dell’aula virtuale. Un altro esempio di come il dialogo fra agricoltori, ricercatori e istituzioni, anche grazie all’utilizzo della tecnologia, porti a risultati concreti se si garantisce un costante e qualificato coordinamento e altrettante puntuali azioni.


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