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L’orso che si divide tra Valle Camonica e Valtellina è M18, cugino di M25. Ecco il responso dei biologi

lunedì, 1 giugno 2015

Monno – L’orso che scorazza tra Valle Camonica, Valtellina e Val Poschiavo non è M25 , ma M18. Gli esami biologi eseguiti a Bologna ha fatto chiarezza sulla vicenda e adesso si ha quasi una certezza che l’orso M25 sia stato ucciso dato che i reperti trovati dopo l’ultima aggressione in Valle Camonica prima e in Valtellina poi non sono di M25 ma di un suo cugino.Orso Incudine

Negli uffici della Provincia di Brescia è giunto l’esito del Dna eseguito su un ciuffo di pelo prelevato nella “trappola” visitata dall’orso, che nei pressi di Incudine aveva predato un asino alcune settimane fa. Secondo i biologi del centro di Bologna quel ciuffo apparterrebbe a M18, ik, plantigrado di tre anni e censito nel gruppo dell’Adamello Brenta dove vive ormai stabilmente.

M 18 non aveva mai creato problemi agli allevatori del posto fino alle scorse settimane, ma la sua presenza viene monitorata attraverso accertamenti biologici sui campioni che di tanto in tanto vengono rinvenuti nel bosco. M18 non è M25, ma un suo parente stretto dato che i due orsi sono “cugini” nel senso che sono figli di due sorelle: Kj1 (che ha generato M18) e Kj2, mamma di M25.

Le due orse sono tra l’altro tra le più longeve degli esemplari (una cinquantina in tutto) che popolano le alpi tra il Trentino e la Lombardia. Di M18, dopo l’uccisione dell’asino tra Incudine e Monno non si sa più nulla, ma di una cosa gli esperti sono certi: che non può essere l’esemplare notato alcuni giorni fa sul Bernina. Taglia e soprattutto colore non corrispondono, in Valle Camonica l’orso M18 è bruno, quello elvetico ha il pelo molto più chiaro. Quindi si è in presenza di due esemplari differenti che stanno frequentando un’area abbastanza ristretta tra la provincia di Brescia e la Valposchiavo. Intanto proseguono le ricerche di M25, l’orso di cui non si sa più nulla dal 29 marzo, quando il suo collare aveva smesso di inviare al satellite il segnale. Gli agenti della Polizia provinciale di Brescia e anche quella di Sondrio, dopo averlo cercato anche con un elicottero munito di trasmettitore in grado di ricevere il segnale a bassa frequenza che il collare emette (oltre a quello satellitare), stanno perlustrando nuovamente i boschi della zona tra Aprica e Stazzona e anche tra Monno e Incudine. Nella prossime settimane ci sarà maggior chiarezza sulla vicenda.

 

 


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