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L’incendio e la distruzione del 3 luglio 1944 ricordati a Cevo. Un monumento è il simbolo

martedì, 8 luglio 2014

Cevo – La memoria è ancora viva e in centinaia sono saliti a Cevo in quest’ultima settimana per partecipare alle celebrazioni e ricordare quel 3 luglio del 1944 quando i nazifascisti incendiarono Cevo mettendo a ferro e a fuoco il paese e facendo 6 morti tra i partigiani e la popolazione inerme.

Cevo celebrazioni 10

Il paese fu quasi completamente distrutto dalle fiamme, furono cinque le vittime civili, ottocento le persone senza tetto, 165 famiglie senza nulla, 151 le case abbattute, 48 quelle rovinate da esplosioni di mortai e armi pesanti, 12 le case e le famiglie saccheggiate. L’ultimo evento – quella di domenica – ha catalizzato l’attenzione e accanto al museo, alle letture e agli interventi degli oratori e il terribile incendio è stato riprodotto nei suoi simboli in un monumento costruito sul resto di un muro della casa di Giovanni Scolari, il ragazzo di 17 anni che venne ucciso da oltre 30 colpi di mitra legato ad una sedia davanti al camino. Un ricordo che rimarrà per sempre.

Il Museo della Resistenza di Valsaviore  ha allestito un ricco d’iniziative predisposto in collaborazione con Anpi Valsaviore e Comune di Cevo. Tra questi spicca la mostra fotografica e bibliotecaria “I viaggi della speranza – conflitti a confronto”,  quindi la presentazione del filmato  “Carnia 1944: un’estate di libertà”, con Raffaella Garlandi e infine la cerimonia ufficiale con le autorità. Il monito: chiudere con il passato e aprire una nuova era. I simboli sono lì ha segnare un’epoca.

Da quel giorno Cevo non ha più avuto pace: nei lunghi anni trascorsi, 70 esatti, la storia ha tentato più volte di essere rivisitata e riscritta, ma con molte difficoltà e incomprensioni, basate su sospetti e piaghe ancora troppo fresche e lacerate. Ora forse è giunto il momento di chiudere quel triste conto con il passato che è ancora lì: i cevesi parlano di Cevo e per prima cosa ricordano l’incendio, senza dire date né nomi. L’incendio campeggia in una gigantografia nella sala del Municipio.


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