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Liberalizzazione orari commercio: approvata mozione al Pirellone. Martinazzoli: “Aperture festive non portano benefici al settore commerciale”

giovedì, 4 maggio 2017

Milano – Approvata dal Consiglio Regionale della Lombardia la mozione relativa alle aperture festive degli esercizi commerciali e della grande distribuzione. In merito è intervenuta Donatella Martinazzoli, consigliere regionale della Lega  Nord. 

martinazzoli 1“Da sempre siamo del parere – ha dichiarato il consigliere Martinazzoli – che la liberalizzazione selvaggia degli orari non sia uno strumento idoneo ed efficace per risollevare le sorti dell’economia italiana e in particolare il settore del commercio ad uscire dalla crisi degli ultimi anni. L’eliminazione dell’obbligo di chiusura festiva non solo non ha portato benefici al fatturato complessivo del settore ma può tranquillamente essere inclusa fra le cause che hanno costretto molti piccoli esercizi a cessare la propria attività.

È infatti impensabile che un piccolo negozio, spesso gestito a livello familiare, possa competere con la grande distribuzione che può usufruire di maggiori risorse, soprattutto per quanto concerne il turn-over del personale. La chiusura dei piccoli esercizi comporta spesso la progressiva desertificazione commerciale dei nostri centri storici, con la conseguente diminuzione del contesto sociale e della qualità della vita dei cittadini”. “C’è poi un altro fattore che vorrei sottolineare con forza ed è la necessità, per la nostra società, di riappropriarsi di valori importanti quali il poter trascorrere le festività con la propria famiglia e poter disporre di un giorno alla settimana da dedicare ai propri affetti”.

“Abbiamo votato quindi a favore della mozione – prosegue Martinazzoli – pur nella convinzione che appaia singolare che oggi, a chiedere una modifica della legislazione, sia proprio il PD, cioè il partito che a Roma più si è speso in questi ultimi anni a favore delle liberalizzazioni, prima con la riforma Bersani e poi con le misure varate dal governo Monti che ha di fatto cancellato la programmazione regionale”.


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