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Lettera dell’assessore regionale Terzi all’Enel contro la chiusura dello sportello di Breno

lunedì, 3 ottobre 2016

Breno – Prosegue la mobilitazione per il salvataggio del punto Enel di Breno: ai tanti interventi politici in difesa dello sportello camuno si aggiunge quello dell’assessore regionale Terzi.assessore claudia terzi

Di seguito la lettera inviata dall’Assessore Claudia Terzi ad Enel Distribuzione, su richiesta del consigliere regionale Donatella Martinazzoli, per sensibilizzare la Società a rivedere le decisioni prese in merito alla chiusura del punto Enel di Breno.

La decisione di chiudere il Punto Enel di Breno, mi riporta alla mente l’audizione che, sul tema, si era tenuta circa due anni fa presso la IV Commissione Consigliare, promossa dalla consigliera Martinazzoli. Devo purtroppo constatare che le preoccupazioni emerse in quella sede non erano infondate e derivavano, nonostante le rassicurazioni ricevute, da una accorta percezione dei vostri obiettivi di riorganizzazione aziendale.

A tale riguardo, convengo con il Sindaco di Breno, il Presidente della Provincia di Brescia, il deputato Davide Caparini e le diverse organizzazioni sindacali, che l’accorpamento del Punto di Breno con quello di Brescia non impatterà solo sui posto di lavoro di alcuni dipendenti ma si rifletterà anche sui servizi per gli utenti.

Mi risulta, infatti, che il Punto Enel di Breno gestisca numerose pratiche, sia per il mercato libero che per quello vincolato, relative alla fornitura di elettricità e di gas, fornendo un servizio utile per i tutti cittadini della Vallecamonica. Un servizio che, come sostengono i sindacati, è reso necessario dalla presenza di migliaia di utenze di diversa natura, di chilometri di linee di rete a media e bassa tensione, di cabine di trasformazione. Il tutto, in un territorio non sempre facilmente accessibile. Con la chiusura del Punto Enel di Breno, gli utenti dovranno rivolgersi alla sede di Brescia per ogni necessità non risolvibile con i call center o i canali di vendita dei servizi.

Certamente, ciò non contribuirà a rafforzare il livello dei sevizi della Val Camonica e, conseguentemente, la sua attrattività nei confronti delle imprese.

Mi unisco, dunque, alle numerose proteste che la vostra decisione ha già sollevato, per chiedervi di ripensare allo schema organizzativo territoriale, tenendo conto che in un mercato concorrenziale la competitività si ottiene non solo con la riduzione dei costi ma anche con la qualità e la diffusione dei servizi offerti“.


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