QUESTO SITO WEB UTILIZZA COOKIES. NEL CONTINUARE A NAVIGARE SUL SITO STAI ACCETTANDO L'UTILIZZO DEI COOKIES.
TI INVITIAMO A LEGGERE LA COOKIES POLICY.
X
Ad

Ad

Ad
Ad

Ad
Ad

Ad

L’ASST Valtellina ha predisposto il Piano Organizzativo Aziendale Strategico. Ecco le novità

mercoledì, 9 novembre 2016

Aprica – In questi giorni si discute sul futuro della sanità. A Edolo sabato scorso si è tenuto un convegno, a Esine vengono avanzate idee per il nuovo POAS (Piano organizzativo aziendale strategico). Valle Camonica e Valtellina sono inserite in un medesima struttura e in futuro ci dovranno essere sempre più integrazione dei servizi socio-sanitari.

asst-valtellina-1

Intanto l’Asst Valtellina e Alto Lario ha già avanzato una proposta di POAS. L’Azienda socio sanitaria territoriale Valtellina e Alto Lario (Nella foto la direttrice generale e i manager dell’Asst Valtellina e Alto Lario), nata il 1° gennaio 2016, assiste una popolazione di 237.379 abitanti dislocati su un territorio di 3795 kmq, per un totale di 126 Comuni serviti fra Valtellina, Valchiavenna e Medio e Alto Lario, conta 3284 dipendenti, operativi su:

• 5 ospedali: Sondalo, Sondrio, Morbegno, Chiavenna e Menaggio
• 2 Servizi psichiatrici di diagnosi e cura
• 3 Punti nascita: Sondalo, Sondrio e Chiavenna
• 7 ambulatori per la Neuropsichiatria dell’infanzia e adolescenza
• 2 Hospice: Sondalo e Morbegno
• 8 Presst, Presidi socio sanitari territoriali: Menaggio, Dongo, Chiavenna, Morbegno, Sondrio, Tirano, Bormio, Livigno
• 6 Consultori famigliari
• 6 Servizi ambulatoriali per le dipendenze
• 10 strutture residenziali della psichiatria
• 6 Servizi ambulatoriali psichiatrici

oltre a numerose sedi staccate di Poliambulatori specialistici e punti prelievo. Quanto al bilancio preventivo per il 2016, pareggia a 264 milioni.

Proposta di Piano organizzativo aziendale strategico

La strategia si uniforma al dettato della legge di “Evoluzione del sistema socio-sanitario lombardo”, entrata in vigore il 1° gennaio scorso, e segue tre percorsi:

• forte integrazione fra l’offerta prettamente ospedaliera e l’offerta di servizi prettamente territoriale, nel segno della presa in carico globale delle persone tutte e, in particolare, di quelle fragili, non autosufficienti, e delle loro famiglie
• caratterizzazione degli ospedali per mission specifiche, attraverso la ridefinizione del loro ruolo in una logica di rete ospedaliera pur nel tendenziale rispetto delle peculiarità operative sviluppatesi storicamente
• aziendalizzazione e trasversalità dell’offerta di prestazioni sanitarie e socio sanitarie in cui tutte le strutture sono al servizio dell’intera popolazione, a prescindere dalla loro collocazione fisica

La proposta di Poas: l’articolazione

Atteso che la direzione strategica si compone di quattro figure, ovvero, direttore generale, direttore sanitario, direttore amministrativo e direttore socio sanitario, quest’ultima introdotta dalla riforma entrata in vigore quest’anno, la proposta di Poas presentata in Regione il 28 ottobre scorso, si articola, in primo luogo, in:

• 10 Dipartimenti
• 56 Strutture complesse (strutture con a capo un primario)

cui fanno seguito, poi, a cascata, una serie di altre articolazioni organizzative, fra cui, la più nota, è la struttura organizzativa semplice.

I 10 Dipartimenti, preposti al coordinamento dell’attività di strutture complesse e semplici omogenee, per funzioni e attività, sono:

• Dipartimento amministrativo
• Dipartimento di chirurgia
• Dipartimento di emergenza e accettazione
• Dipartimento di medicina
• Dipartimento servizi clinici (diagnostica)
• Dipartimento funzionale oncologico
• Dipartimento cronicità e fragilità (nuova introduzione)
• Dipartimento di salute mentale e dipendenze
• Dipartimento materno infantile
• Dipartimento attività territoriali (nuova introduzione)

Una delle novità più significative è data dal fatto che, col Poas, proposta tecnica formulata dalla direzione strategica su attenta lettura dei bisogni della popolazione e sentiti gli interlocutori istituzionali, passano in capo alla nuova direzione socio sanitaria anche alcune attività prima ad esclusivo appannaggio di quella sanitaria, ciò al fine della prossima integrazione. Il riferimento è al Dipartimento cronicità e fragilità (Neuroriabilitazione unità spinale, Riabilitazione ortopedica, Recupero e riabilitazione funzionale e Geriatria), al Dipartimento di salute mentale e dipendenze, e al Dipartimento materno infantile. Quanto al Dipartimento attività territoriali, pure di nuova istituzione, andrà a coordinare le cinque nuove strutture complesse che vi fanno riferimento (Territorio e dipendenze, Area territoriale Medio e Alto Lario, Area territoriale Valchiavenna e Bassa Valtellina, Area territoriale Media Valtellina, Area territoriale Alta Valtellina). Laddove le Aree territoriali hanno il compito di gestire tutta l’attività di erogazione dei servizi prestati dai Presst.

Le 56 strutture complesse afferiscono agli ospedali e al territorio senza grossi scostamenti rispetto alla precedente organizzazione, con alcune sottolineature:

• il rafforzamento dell’asse Menaggio-Chiavenna rispetto alle aree della Medicina e del Pronto Soccorso, ritenute omogenee dal punto di vista dei modelli organizzativi

• l’introduzione della Neurochirurgia anche a Sondrio, deputata prevalentemente agli interventi in emergenza, fermo restando che sono confermate, a Sondalo, tutte le Alte Specialità quali Neurochirurgia, Chirurgia vascolare, Chirurgia toracica e Unità spinale

• la concentrazione di un polo di Riabilitazione funzionale a Sondalo, pur col mantenimento di posti di recupero e riabilitazione funzionale negli altri presidi ospedalieri Asst, mentre l’Ortopedia resta confermata tanto a Sondalo quanto a Sondrio

• l’introduzione della struttura complessa di Urologia a Sondalo, pur col mantenimento del reparto di Urologia di Sondrio

• l’introduzione dell’indirizzo Cardiologico rispetto alla Medicina di Sondalo, che fa il paio con l’impegno ad attivare anche la Guardia cardiologica h 24 sempre a Sondalo

• l’introduzione della struttura complessa Pronto Soccorso di Sondrio, destinato a gestire grossi flussi anche a seguito della ristrutturazione ed ampliamento in atto

• l’introduzione della struttura complessa Sitra, Servizio infermieristico tecnico riabilitativo aziendale, a coordinamento di tutto il personale infermieristico

• l’introduzione della struttura complessa Sia, Sistemi informativi aziendali, a coordinamento dell’apparato informatico aziendale

• la conferma, con riferimento a Sondalo, della chirurgia senologica, anche alla luce della opportunità di formalizzazione di una “Brest Unit” vocata al coordinamento di tutto il percorso di cura e riabilitazione della donna che incorre in tumore al seno

• l’introduzione della struttura complessa Territorio e dipendenze, posta a coordinamento delle attività territoriali a tutela della famiglia e delle persone con dipendenza e a garanzia dell’integrazione fra gli operatori delle strutture aziendali e gli operatori delle strutture extra aziendali al fine di favorire la continuità assistenziale nel percorso di presa in carico di persone e famiglie

• rispetto al sistema socio sanitario la creazione di due reti “Rimi” (Rete integrata materno infantile) e “Ricca” (Rete integrata continuità clinico assistenziale), quest’ultima riferita alla presa in carico globale delle persone con condizioni di cronicità e fragilità anche nel post ospedaliero. Nell’ambito della rete Rimi sono confermati tutti e tre i punti nascita aziendali di Sondrio, Sondalo e Chiavenna

• rispetto, infine, al Pot (Presidio ospedaliero territoriale) di Morbegno, è stata costituita una cabina di regia tesa a dare forma alla sperimentazione prevista con l’obiettivo di rispondere ai bisogni propri di un’utenza, cosidetta, “cronica complessa”. Si ipotizza di collocarvi posti letto a media intensità, ambulatori specialistici con un potenziamento degli attuali, il Punto di primo intervento, l’Hospice, il Cal dialisi, i servizi diagnostici, i servizi sociali dei Comuni, le cure palliative domiciliari e i servizi sociosanitari territoriali


© Gazzetta delle Valli - Testata registrata in tribunale, direttore responsabile Alberto Panzeri - P. IVA 03457250136