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L’Adamello è il ghiacciaio più vasto della alpi italiane

sabato, 24 maggio 2014

Vezza d’Oglio – L’Adamello è il ghiacciaio più vasto delle Alpi italiane. Lo svela uno studio dell’Università statale di Milano che da anni studia l’evoluzione dei ghiacciai. Oggi sono 896 mentre negli anni ’50 erano 824: i ghiacciai italiani sono aumentati di numero ma questa non è una buona notizia. Il numero è infatti aumentato per via dell’intensa frammentazione, sistemi glaciali complessi riducendosi si dividono in singoli ghiacciai più  piccoli, mentre la superficie dagli anni ’80 è passata da 609 kmq agli attuali 368 kmq. E’ quanto emerge dai risultati del Nuovo catasto dei ghiacciai italiani presentato all’Università statale di Milano e realizzaadamello ghiacciaioto dall’equipe di Claudio Smiraglia, del dipartimento di Scienze della Terra, in collaborazione con l’Associazione EvK2CNR e il Comitato glaciologico italiano. Un progetto di grande rilevanza che ha visto coinvolta l’equipe dell’esperto glaciologo a partire dal 2012 e che integra dati raccolti nel corso di un decennio. Risalgono al 1962 e al 1984 i precedenti catasti e, rispetto ai dati rilevati allora, risultano visibili gli effetti e l’impatto sui ghiacciai italiani del cambiamento climatico in corso: aumento del numero, sensibile riduzione della superficie e del volume, cambiamento della morfologia stessa del cuore freddo delle Alpi. In gran parte i ghiacciai italiani risultano essere di piccole dimensioni con un valore areale medio di 0,4 kmq. Un dato assai significativo poiché le ridotte dimensioni espongono in maniera esponenziale i ghiacciai a ulteriori fenomeni di fusione dovuta all’innalzamento delle temperature medie annuali. ”La variabilità meteo-climatica, con inverni molto nevosi ed estati fresche ed umide, favorirebbe inoltre periodi di rallentamento di questa attuale fase negativa. Vista l’indiscussa funzione dei ghiacciai come indicatori del cambiamento climatico in atto, diventa quindi sempre più importante che ciascuno di noi adotti uno stile di vita responsabile, preservando le risorse naturali che ci circondano”, sostiene il professor Smiraglia, a capo del progetto di ricerca. Le novità non sono solo dovute ai cambiamenti climatici ma in alcuni casi anche ai risultati dei nuovi studi: il ghiacciaio piu’ vasto è risultato essere infatti non più quello dei Forni come indicato nel precedente catasto ma il ghiacciaio del complesso Adamello-Mandrone che grazie a recenti rilievi si è scoperto essere composto da un corpo glaciale unitario.


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