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La Valsaviore unita sulla mozione Damiolini: “Il Governo deve restituire le risorse dei tagli illegittimi”

mercoledì, 22 marzo 2017

Valsaviore – Contro il Governo di ieri e di oggi, tutti uniti. E’ questo il messaggio che arriva dalla mozione approvata all’unanimità del Consiglio comunale per chiedere il rimborso dei tagli illegittimi della “Spending review” del Governo Monti. Adesso tocca al Governo Gentiloni ristabilire il maltorto e un’intera valle attende i passi che lo Stato centrale farà.

Il Governo Monti, con la cosiddetta “Spending Review”, aveva previsto per il 2013 la riduzione del fondo sperimentale di riequilibrio del fondo perequativo e dei trasferimenti erariali ai Comuni pari ad un ammontare complessivo di 2,25 miliardi di euro, che per i Comuni della Valle Camonica aveva significato un taglio di oltre tre milioni 750 mila euro, di cui quasi 230 mila euro per la sola Valsaviore. Tagli che recentemente una sentenza della Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimi e somme che ora quindi il governo ha l’obbligo di restituire ai Comuni.

damiolini tiberti

Per questo motivo il consigliere leghista Severino Damiolini (nella foto) ha depositato all’assemblea dell’Unione dei Comuni della Valsaviore una mozione per impegnare i sindaci a presentare un’istanza di rimborso al governo centrale in modo da avere un risarcimento dei fondi tagliati.

La mozione è stata discussa e approvata all’unanimità nel corso della seduta di ieri sera e il consigliere Damiolini si è dichiarato soddisfatto: “Già in passato l’assemblea si era espressa all’unanimità in merito ad una mia proposta ed era successo in occasione della richiesta di sostegno al Referendum per lo statuto speciale lombardo. Così come allora anche il voto di ieri sera ha un grosso significato politico perché esprime quel grande desiderio di autonomia che, dal basso, parte dai nostri comuni ed arriva fino ai vertici della nostra regione”.

“Tutti i consiglieri – conclude Damiolini – sono stati concordi nel ribadire che lo Stato centrale debba restituirci le risorse che ci ha ingiustamente sottratto. Allora tutti i consiglieri furono concordi sul fatto che quella dello statuto speciale fosse una richiesta più che legittima da parte della regione che ha il residuo fiscale più alto d’Italia, pari a 56,5 miliardi di euro l’anno e che se anche solo una parte di queste risorse rimanesse in Lombardia, le ricadute positive anche sui piccoli comuni come i nostri sarebbero enormi”.


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