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La Valle Camonica tra ispirazione e racconto del territorio: presentato il volume “La costruzione dei simboli”

giovedì, 26 novembre 2015

Milano – Si è svolta ieri, nella Sala del Gonfalone di Palazzo Pirelli, la presentazione del volume La costruzione dei simboli – il patrimonio culturale e l’identità visiva dei territori, a cura di Sergio Cotti PiccinelliDirettore del Distretto Culturale di Valle Camonica, una pubblicazione nata dalla volontà di Regione Lombardia e Distretto Culturale di ripercorrere le origini del logo regionale, frutto dell’incontro felice tra i più importanti grafici e designer italiani e il patrimonio di simboli delle incisioni rupestri del territorio camuno. Partendo dal logo lombardo della “rosa camuna”, si sono analizzate le esperienze più recenti di un rapporto sempre interrogativo tra i segni e i territori, in un percorso di costruzione simbolica che ha saputo generare consapevolezza e innovazione.valle dei segni ferrarini cappellini

Il segno, nella sua molteplicità di aspetti, è lo strumento di comunicazione per eccellenza e ben lo sanno i grafici e i designer con i quali abbiamo collaborato continuativamente in questi anni – ha sottolineato Simona FerrariniPresidente del Distretto Culturale di Valle Camonica – e il Distretto ha sempre ritenuto che obiettivo fondante dovesse essere una corretta comunicazione di ciò che si fa e soprattutto di ciò che si è. Nel corso degli anni i progetti sono stati tanti e tanti i simboli che sono stati introdotti, con attenzione e coerenza comunicativa: dal logo del Sito Unesco n.94 passando per quello del Distretto Culturale, fino alla creazione del brand Valle Camonica, la Valle dei Segni. Siamo molto fieri che la “rosa camuna” sia il simbolo di Regione Lombardia: una regione forte, operosa, ma anche attenta alla cultura e a tutto ciò che la cultura porta con sé”.

Padrona di casa l’assessore alle Culture, Identità e Autonomie di Regione Lombardia Cristina Cappellini, che ha ribadito l’importanza di questo progetto: “Non solo ci fa scoprire il simbolo della nostra Regione – ha dichiarato – ma ci aiuta a valorizzare le nostre identità, portando il nostro passato nel futuro. Questo lavoro ha avuto il merito di promuovere, nell’anno di Expo2015, anche il primo sito riconosciuto dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità. Si tratta di un libro che parla di simboli che si collegano alle nostre radici più profonde e quindi ha un contenuto identitario forte: un’operazione culturale che riguarda il presente e lavora in ottica futura”.cappellini bonomelli

L’opera – che ripercorre le principali azioni di comunicazione del territorio della Valle dei Segni fino a compararle con la costruzione dell’identità visiva e valoriale di altri territori – è stata data in omaggio ai presenti insieme a una preziosissima ristampa anastatica del volume Ricerca e progettazione di un simbolo, curato da Pietro Gasperini ed edito nel 1977 in una collana Zanichelli diretta da Bruno Munari; il lavoro racconta il processo pioneristico che dal 1975 coinvolse creativi e designer di altissimo livello – il già citato Munari, Bon Noorda, Roberto Sambonet e Pino Tovaglia – nella costruzione rivoluzionaria e avanguardistica di un logo istituzionale (da lì la comunicazione degli enti è cambiata per sempre), partendo dai simboli del territorio. La giornata di lavori si è conclusa con un buffet – ovviamente ricco di sapori e specialità camune – organizzato in collaborazione con l’Associazione Ristoratori Vallecamonica.


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