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La Prefettura di Brescia cerca spazi per ospitare i profughi, piovono critiche dalla Lega Nord

mercoledì, 20 agosto 2014

Darfo Boario Terme – La nuova ondata di profughi sta scatenando reazioni. In provincia di Brescia ne dovrebbero arrivare altri 313, divisi in alcuni Comuni. In passato la valle camonica ne ha accolti tra Montecampione e Darfo Boario un centinaio. Il viceprefetto vicario getta acqua sul fuoco, ma le reazioni di sindaci e della Lega Nord non si sono fatti attendere. Pubblichiamo l’intervento di Fabio Rolfi, vicecapogruppo della Lega Nord in Regione: in merito alla notizia della possibilità, ventilata dagli uffici prefettizi bresciani, di ricorrere alla precettazione dei Comuni per obbligarli a dare ospitalità ai clandestini in arrivo dal sud Italia, il vice capogruppo della Lega Nord in Regione Lombardia, Fabio Rolfi, respinge la proposta al mittente.

“Si tratta di una minaccia inaccettabile – afferma Rolfi – da Stato autoritario, che lede ogni prerogativa di autogoverno delle comunità locali e contro cui ci opporremo in tutti i modi. Anzitutto le prefetture farebbero bene a ricordare che gli amministratori del territorio sono eletti dal popolo, al contrario di certi funzionari statali; non si tratta di un principio astruso, calpestabile a seconda delle contingenze o dei capricci di Roma, ma semplicemente della regola base della democrazia. In secondo luogo I sindaci fanno bene a rifiutare l’ospitalità, trattandosi di uno spreco colossale di soldi pubblici che determinerà conseguenze pesanti anche sui già dissestati bilanci comunali. Chi in passato ha accolto questi presunti clandestini come conosce molto bene quali conseguenze l’accoglienza a oltranza porta per una comunità locale. Va ribadito con forza che è il buonismo fallimentare dello Stato italiano, che per mezzo dei governi Letta-Renzi e attraverso l’operazioProfughi Darfone Mare Nostrum, ad aver creato questa emergenza, trasformando di fatto l’Italia nel Paese più facile da raggiungere per tutti gli immigrati del mondo; una specie di enorme campo profughi a cielo aperto.”

“Se lo Stato-colabrodo italiano non sa più dove mettere questa gente, anziché calpestare i Comuni e la democrazia o peggio alimentando il business di qualche albergatore decotto – aggiunge Rolfi – può sempre utilizzare le Prefetture e i lussuosi appartamenti esistenti al loro interno”. “In questi ambiti – conclude Rolfi -, il cui mantenimento tanto per cambiare grava a caro prezzo sulle spalle dei contribuenti, lo spazio certamente non manca”.


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