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“La Guerra Bianca di Carlo Emilio Gadda”: nuova pubblicazione sugli anni camuni dello scrittore. Aprirà il “ciclo di incontri con l’autore”

lunedì, 11 aprile 2016

Breno - Esce per La Compagnia della Stampa – Massetti Rodella Editori il nuovo volume firmato da Giancarlo Maculotti e Pierangelo Ferrari La Guerra Bianca di Carlo Emilio Gadda – La permanenza in alta Valle Camonica nelle note del Giornale di guerra e di prigionia 1915-1916, su una delle esperienze storiche e umane più decisive per il grande autore lombardo.maculotti ferrari libro gadda

La pubblicazione è il risultato di una collaborazione tra Circolo Culturale Ghislandi e Comunità Montana di Valle Camonica (la nota introduttiva al volume è infatti firmata da Pier Luigi Milani – Presidente del Circolo, e Simona Ferrarini – Assessore alla Cultura e al Turismo dell’ente comprensoriale), che hanno raccolto l’invito dell’autore Giancarlo Maculotti a seguire un progetto di ricerca sulla presenza gaddiana in Valle Camonica negli anni del primo conflitto mondiale. Tale percorso ha portato in prima battuta alla creazione dell’itinerario naturalistico-culturale “Carlo Emilio Gadda, alpino e scrittore in Alta Valle Camonica”, che si snoda tra Edolo e Ponte di Legno, scenario delle drammatiche vicende della Guerra Bianca, ed è proseguito con l’omonimo convegno svoltosi a Edolo nell’ottobre del 2011.

Il libro. Carlo Emilio Gadda scoprì la Valle Camonica in un momento tragico per sé e per l’umanità: il momento della disillusione e del dolore più acuto, quello della Grande Guerra. Si immerse, lui volontario di supporto, tra le migliaia di giovani mandati a combattere sul fronte dell’Adamello, per nulla armati, male vestiti, a custodire improbabili confini tra popoli ed eserciti: una vicenda umana e storica che segnerà profondamente Gadda.

Un dialogo, quello tra la Valle Camonica e Gadda, che permette di rintracciare le origini della scrittura e del suo stile personalissimo, e di elaborare nel contempo una nuova mappa del territorio, a partire dai ricordi, dagli appunti, dalle lettere, dalle frequentazioni di questo giovane arguto e solitario.

CICLO DI INCONTRI
Simona Ferrarini, Assessore alla Cultura e al Turismo della Comunità Montana di Valle Camonica, ha inoltre annunciato che questa importante pubblicazione sarà presentata alla cittadinanza il prossimo venerdì 22 aprile, in quello che sarà il primo di un ciclo di incontri con l’autore che avranno luogo al Palazzo della Cultura di Breno fino alla fine del mese di maggio.

Ecco tutti gli appuntamenti:
venerdì 22 aprile 2016 – ore 20.30

LA GUERRA BIANCA DI CARLO EMILIO GADDA

Giancarlo Maculotti – Pierangelo Ferrari

venerdì 6 maggio 2016 – ore 20.30

TERRE DI VALLE CAMONICA

Eugenio Fontana conversa con Virtus Zallot

venerdì 13 maggio 2016 – ore 20.30

LE TRE AGRICOLTURE

Pier Paolo Poggio conversa con Giorgio Azzoni

venerdì 27 maggio 2016 – ore 20.30

ACQUE E MONTI DI LEONARDO TRA LAGO D’ISEO, VALCALEPIO E VALCAMONICA

Sandro Albini conversa con Virtus Zallot

SCHEDA DEL LIBRO ”La Guerra Bianca di Carlo Emilio Gadda”

Carlo Emilio Gadda (Milano 1893 – Roma 1973) è unanimemente considerato uno dei più grandi scrittori italiani del Novecento. Meno citato in pigre antologie scolastiche e forse meno letto dei ‘classici’ Svevo e Pirandello, a causa della sua singolarissima prosa, egli viene incontrando tuttavia un crescente interesse da parte di una cerchia più vasta di lettori. Non è un caso, del resto, che la casa editrice Adelphi abbia in corso la pubblicazione dell’intera opera. I suoi capolavori, Quer pasticciaccio brutto de via Merulana e La cognizione del dolore, in particolare, appartengono al patrimonio più prezioso della letteratura europea e sono stati tradotti in tutto il mondo.

Giovane sottotenente degli alpini, Gadda giunse in alta Valle Camonica nell’agosto 1915 al 5° Alpini, dislocato sul fronte dell’Adamello. “Il 18 sera ero a Edolo (…) Presi alloggio all’albergo Derna”, scrisse il 24 agosto successivo, nella prima pagina di un diario che lo accompagnerà per l’intera stagione della guerra, fino alla rotta di Caporetto e all’arresto, e successivamente, con il diario di prigionia, fino alla conclusione della guerra e un poco oltre. Rimasto nel cassetto per quasi quarant’anni, pubblicato parzialmente nel 1955 e integralmente nel 1965, quel diario diventerà il Giornale di guerra e di prigionia, una delle opere più significative tra le molte testimonianze dirette dai fronti militari della Grande Guerra.

Il ventiduenne Gadda che si arruolò volontario in guerra portava con sé, in sintonia con i sentimenti di un’intera generazione, un carico ingombrante di entusiasmo per la grande avventura di una guerra vissuta come compimento del Risorgimento e, nello stesso tempo, come prova di carattere e di maturità. Ma misurata alla luce delle sue aspettative, la realtà della vita militare si rivelò una fonte continua di tensioni e produsse una crescente amara delusione. Quella serietà che egli andava cercando nell’esperienza militare, quella autodisciplina che considerava necessaria al successo dell’azione venivano meno, giorno dopo giorno, e producevano in lui reazioni risentite e rabbiose. Il Giornale non è considerato tra le opere maggiori dello scrittore, ma è certamente il testo più importante per rilevare la matrice della misantropia gaddiana che esploderà nelle pagine della maturità, la genesi più rilevante, insieme a una infanzia e a una adolescenza infelici, della insofferenza verso i propri simili e della morbosa sensibilità che lo condizioneranno per l’intera esistenza.

Questo libro si occupa del Giornale di guerra e di prigionia e della personalità del suo autore. Nella prima parte, Giancarlo Maculotti scava e ricostruisce in particolare, tema per tema, le pagine ‘camune’ del Giornale, quelle che vanno dall’agosto 1915 al febbraio del 1916: i luoghi frequentati, gli eventi bellici, i rapporti con i commilitoni, la corrispondenza con amici e familiari e altro ancora. Ne esce il quadro esaustivo di un fronte di guerra, di una vita militare e di sentimenti collettivi che illuminano un’epoca, un passaggio importante e drammatico della storia d’Italia. Ma, nello stesso tempo, dalle pagine del diario gaddiano, emergono una terra e un tempo di cui sono rimaste poche tracce: l’alta valle Camonica agli inizi del Novecento, le sue abitudini di vita, i suoi abitanti, i suoi borghi non ancora assediati e stravolti dai processi di urbanizzazione e di modernizzazione.

Nella seconda parte invece Pierangelo Ferrari, senza pretese critiche e filologiche, traccia un profilo dell’autore, dal punto di vista della personalità e della concezione della vita. La relazione tra le due parti in cui il libro è costituito risiede proprio nella convinzione che nel Giornale vi siano le chiavi di interpretazione della personalità dell’uomo adulto e delle opere maggiori dello scrittore: un crescente isolamento e una risentita moralità con cui, via via, verrà giudicando persone ed eventi. Ai due autori è parso doveroso – dopo il convegno gaddiano di Edolo del 2011 – dedicare un poco del loro tempo a uno scrittore prestigioso e a una terra che quello scrittore ospitò nella stagione delle sue acerbe illusioni.

Gli autori

Giancarlo Maculotti (Ponte di Legno 1949)

Dopo l’esperienza dell’insegnamento, della dirigenza scolastica, dell’amministrazione (assessore C.M. e sindaco di Cerveno) si dedica ora alla ricerca e alla scrittura. Si è occupato di istruzione in Lettera dalla scuola tradita (2009) e Andar per favole (Firenze, 1997); di storia in: I signori del ferro (1988), Statuti del Comune di Ponte di Legno-XVI-XVII secolo (Brescia, 1993), Pastori di Valcamonica (con Berruti, 2001), Case di Viso cronaca di una strage annunciata (2004), La cellula sovversiva di S. Moritz (2013), Le Vicinie di Rogno (2015). In questo libro si cimenta con l’amato autore scomponendo il Giornale in temi che mettono meglio in luce la precoce “volontà inchiostratrice” del Gaddus e l’ambientazione storico-geografica della prima parte del diario.

Pierangelo Ferrari (Brescia 1951), è stato docente di letteratura e di storia nella scuola secondaria superiore, mentre l’impegno principale della sua vita l’ha dedicato alla politica: è stato dirigente di partito, consigliere regionale e parlamentare. Nel 2013 ha pubblicato La repubblica delle pere indivise (Grafo), un bilancio della sua esperienza politica trentennale. Gli interessi culturali tuttavia non si sono limitati ai doveri professionali nelle stagioni dell’insegnamento. “Che altri si vantino delle pagine che hanno scritto; io sono orgoglioso di quelle che ho letto”, sono i versi di Borges, peraltro autore di pagine memorabili, che egli sente congeniali alla propria inclinazione. L’azzardo di misurarsi con Gadda si giustifica con la passione per il Gran Lombardo che lo accompagna fin dagli anni universitari.


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