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La battaglia sulla Tari in Valsaviore, Damiolini: “Va ricalcolata dal 2015″

domenica, 10 dicembre 2017

Valsaviore – “La Tari va ricalcolata dal 2015 ad oggi”. E’ la richiesta che avanza Severino Damiolini, consigliere dell’Unione della Valsaviore su una vicenda a livello nazionale che tocca anche la Valle Camonica. Se a livello nazionale si tergiversa, in Valle Camonica prosegue l’offensiva per riavere quelle risorse che indebitamente sono stati incassati dagli enti pubblici.

damiolini severino

Sulla questione concernente il calcolo della parte variabile della tassa sui rifiuti (TARI) relativa alle utenze domestiche, il Ministero dell’Economia ha fornito, con una recente circolare, una serie di chiarimenti anche in ordine alle eventuali richieste di rimborso da parte dei contribuenti. Nel documento il Ministero chiarisce che l’utenza domestica “deve intendersi comprensiva sia delle superfici adibite a civile abitazione sia delle pertinenze”, e che di conseguenza la quota variabile va applicata una sola volta. “La quota variabile – conclude la circolare – è costituita da un valore assoluto, vale a dire da un importo rapportato al numero degli occupanti, che va sommato come tale alla parte fissa”.

“Una spiegazione di questo genere – commenta il consigliere dell’Unione Valsaviore Severino Damiolini (nella foto) – pare quindi escludere tutti i meccanismi alternativi, compreso quello applicato dall’Unione della Valsaviore che (come confermato dal presidente Gian Battista Bernardi nella nota di risposta fornita il 7 novembre ad un’interrogazione dello scorso 31 ottobre) applica alle abitazioni, a solai e cantine, anche per la parte variabile, una tariffa “euro al metro quadrato”.

Un esempio: se nei 5 Comuni della Valsaviore la tariffa applicata all’abitazione principale per un nucleo familiare di 4 persone è fissata in euro 0,55 al mq per la parte fissa ed euro 1,05 al mq per la parte variabile, considerando come corretta l’applicazione della tariffa per la parte fissa, per un’abitazione di 120 mq la sola parte variabile equivarrebbe invece ad euro 126 che aumenterebbero ad euro 157,5 (+ 31,5) con un’abitazione di 150 mq, che diventerebbero 210 (+84 euro) per un’abitazione di 200 mq.

Detta interpretazione sembra quindi confliggere con l’interpretazione fornita dal Ministero che esclude la progressività della quota variabile in rapporto al numero dei metri quadrati dell’utenza ma identifica appunto la quota variabile come un valore assoluto rapportato al numero degli occupanti; importo che va sommato alla parte fissa. “Ho chiesto ulteriori chiarimenti all’Unione dei Comuni della Valsaviore in merito al metodo di calcolo applicato per la TARI dei comuni di Sellero, Cedegolo, Berzo Demo, Cevo e Saviore dell’Adamello dal 2015 (anno di prima applicazione) -  aggiunge Damiolini – quindi è necessario procedere ad un ricalcolo complessivo della TARI degli ultimi tre anni per determinarne la corretta applicazione e quantificare quindi gli eventuali conguagli a credito o debito”.

“Il regime della TARI – conclude Damiolini – prevede infatti l’obbligo coprire interamente i costi del servizio attraverso la determinazione delle tariffe che ripartiscono obbligatoriamente il carico tributario tra i diversi contribuenti. E’ quindi evidente che l’errata determinazione delle tariffe ha creato una sperequazione tra i cittadini perché il metodo di calcolo adottato dall’Unione ha portato a far pagare di più alle utenze domestiche con superfici maggiori consentendo – per effetto del meccanismo redistributivo – di ridurre l’onere a favore delle utenze domestiche “più piccole”.”


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