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Incubatore per le imprese di Cividate Camuno, patto generazionale e incontro con gli amministratori locali. Ecco i messaggi della Regione

venerdì, 3 ottobre 2014

Cividate Camuno – La visita del Governatore e degli amministratori della Regione Lombardia in Valle Camonica è proseguita a Cividate Camuno e a Piancogno, dove c’è stato l’incontro con i sindaci e amministratori della Valle Camonica, gli imprenditori e le forze sociali. A Cividate Camuno (Brescia ) accanto al governatore Roberto Maroni c’erano il consigliere regionale Donatella Martinazzoli e l’onorevole Davide Caparini che hanno riferito dell’incubatore per le imprese.

“Fare impresa qui in Valle Camonica è più difficile che a Milano, per questo ammiro gli imprenditori che restano qui e non delocalizzano, pur sapendo che qui costa tutto di più. Li ammiro, perché il legame con il territorio è un valore che voglio sostenere, per questo, come Regione, siamo impegnati nell’aiutare in modo concreto le nostre imprese, per valorizzare e risolvere i problemi specifici dei territori”.

Lo ha spiegato il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, intervenendo al convegno dedicato al lavoro e alle imprese presso l’Incubatore di Imprese di Cividate Camuno. Incontro regione Cividate (1)

“Nonostante la crisi generale – ha sottolineato Maroni – qui in Lombardia avremo nel 2014 una crescita del Pil dell’1,1 per cento contro lo ‘zero virgola’ della media italiana, avremo un aumento dei consumi e un aumento dell’export e questo è un miracolo delle imprese lombarde nonostante la crisi, nonostante la stretta creditizia, nonostante l’aumento della pressione fiscale.

Il nostro obiettivo è creare un ambiente ancora più favorevole per le imprese, diminuendo i costi energetici, i costi e i tempi della burocrazia, riducendo la pressione fiscale e aiutando i giovani che hanno idee brillanti e vogliono fare impresa”.

“Le nostre imprese non chiedono soldi alla Regione – ha precisato il presidente -, ma chiedono di poter lavorare con meno burocrazia, con meno tasse, con un minor costo del lavoro e con infrastrutture che permettano alle merci di spostarsi velocemente per poter essere competitivi sui mercati e in tutti questi settori noi come Regione siamo molto impegnati”.

PATTO GENERAZIONALE E ACCORDO

Durante la visita c’è stata la sottoscrizione di un accordo. “Siamo qui a firmare questo patto regionale, abbiamo lanciato questa misura un anno fa e ora ci troviamo a rilanciarla con grande successo perché, come noto, la Legge Fornero ha creato qualche problema nelle aziende, nel Paese, tra i lavoratori”. Così l’assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro di Regione Lombardia Valentina Aprea all’atto della sottoscrizione del protocollo ‘Ponte generazionale”.

“L’idea di rimanere a lungo e ancora più del previsto al lavoro – ha detto l’assessore – certo non ha aiutato né le aziende né i lavoratori. E non aiuta i giovani a entrare nel mondo del lavoro”. “Noi – ha proseguito l’assessore Aprea – abbiamo bisogno di aiutare contemporaneamente i giovani, e quindi il ricambio generazionale, ma anche di sostenere chi era pronto già alla pensione, all’uscita dal mondo del lavoro, e invece si ritrova  in maniera forzosa ancora a lavorare”.

UN SOSTEGNO PUBBLICO

 ”E allora – ha spiegato l’assessore Aprea - abbiamo trovato nuove soluzioni, prima con Assolombarda come ha ricordato molto bene il presidente Maroni, e poi con le aziende delle nostre città, sicuramente Como, ora Brescia con l’incubatore d’impresa, presto con Bergamo”. “Vogliamo dare – ha aggiunto – un sostegno pubblico per garantire questo ‘Patto generazionale’, quindi un ponte tra chi è in uscita, per non più di tre anni dall’azienda, e il giovane che è invece alla prima esperienza di lavoro”.

COME FUNZIONA

“L’intervento pubblico – ha spiegato l’assessore - assicura al lavoratore l’integrazione contributiva per garantire la piena maturazione pensionistica e al giovane un percorso di formazione iniziale”. “In pratica – ha continuato -, chi è in uscita passa al 70 per cento dell’attività lavorativa, però può star certo che la contribuzione di natura pensionistica rimane al 100 per cento. E quel tempo che lascia libero viene occupato da un giovane, che l’azienda intanto assume con bonus occupazionali della Regione Lombardia attraverso ‘Garanzia Giovani’”.  ”Insomma – ha sottolineato l’assessore Aprea – stiamo mettendo insieme, incrociando tra loro, tutta una serie di Misure, per far sì che ci sia una reazione a una situazione di difficoltà all’inserimento lavorativo dei giovani e, come vi dicevo, anche di sostenibilità dei lavoratori che sono in uscita”. “Abbiamo visto che le due misure si integrano e che funzionano – ha continuato – e abbiamo anticipato a livello nazionale questa misura, dovendo convincere il Ministero del Lavoro e l’Inps, ma possiamo dire di aver risolto i problemi”. Questa è la mia missione – ha concluso l’assessore Aprea -, io lavoro per questo. Spero di poter restituire dati positivi, ma se voi vi impegnate ad attuare il Patto che ora sottoscriviamo con voi, sicuramente ce la faremo”.

IL MESSAGGIO A PIANCOGNO 

Altro appuntamento a Piancogno. “Siamo voluti venire qui, oggi, io e una delegazione dei miei assessori, per ascoltare dagli  amministratori locali e dal mondo delle imprese locali quali sono le richieste che vengono fatte alla Regione da parte della Valle Camonica, che ha delle peculiarità uniche, perché fare impresa qui o amministrare un Comune qui è diverso che farlo in altre realtà. Come Regione Lombardia abbiamo adottato diverse importanti misure sia per le imprese che per i Comuni, ma per essere ancora più efficaci queste misure devono tenere conto delle specificità dei territori cui poi sono applicate, quindi per noi è fondamentale l’ascolto del territorio e delle sue specifiche richieste alla Regione Lombardia”. Lo ha spiegato il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, nel corso del suo incontro a Piancogno con gli amministratori locali della Valle Camonica.

AIUTI AI COMUNI

“Abbiamo approvato venerdì scorso – ha ricordato Maroni – una delibera di Giunta, che mette a disposizione per i Comuni lombardi ulteriori spazi finanziari per 100 milioni, in aggiunta ai 212 gi? messi a disposizione l’anno scorso. Si tratta di  spazi finanziari tolti dal Patto di stabilità della Regione: 100 milioni che mettiamo a disposizione per progetti per interventi sull’edilizia scolastica e per interventi per prevenire il dissesto idrogeologico del territorio”.

“Questa è una zona di montagna, però la legge nazionale ha individuato due sole province che hanno la specificità di essere montane in Italia, quella di Sondrio e quella di Belluno, si tratta di specificità che Incontro regione Cividate (2)come Regione possiamo riconoscere solo a queste due province. Qui ci sono caratteristiche identiche a quelle della Valtellina, ma quella è una provincia montana e questa no, per cui dovremo tenere distinti gli interventi che faremo. Noi cercheremo di valorizzare le specificità, perché se i problemi che ci sono qua sono gli stessi della Valtellina, dovremo cercare gli strumenti per dare risposte adeguate a entrambi, nonostante la legge dica che la Valtellina è considerata montagna mentre questa è considerata pianura. Sarà compito nostro trovare strumenti, nonostante la legge, per trovare le risposte adeguate”. La legge contro il consumo del suolo andrà in Consiglio regionale per l’approvazione, il prossimo 11 di novembre.


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