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In Lombardia la nuova modalità di gestione degli impianti di risalita, Parolo: “Separarla dalla proprietà”

giovedì, 28 luglio 2016

Milano – “Il Consiglio regionale ha approvato quasi all’unanimita’ (un solo voto contrario) un emendamento, che impegna la Regione ad avviare una fase di sperimentazione per una nuova modalita’ di gestione degli impianti di risalita”. Lo fa sapere Ugo Parolo, sottosegretario alla Presidenza con delega ai Rapporti con il Consiglio regionale, Politiche per la Montagna, Macroregione Alpina (Eusalp), ai Quattro Motori per l’Europa e alla Programmazione negoziata, illustrando, questa mattina, in Aula consiliare, l’Ordine del giorno relativo alla crisi delle societa’ di gestione degli impianti di risalita, in discussione nella seduta di Consiglio regionale odierna.parolo

STANZIATI 2,5 MILIONI PER IMPIANTI FOPPOLO
“L’emendamento – sottolinea Parolo – stanzia, tra l’altro, un finanziamento specifico pari a 2,5 milioni, sotto forma di prestito, per consentire il rilancio degli impianti di Foppolo”.

SCELTA STRATEGICA, ATTUALE MODELLO VA SUPERATO
“Nel complesso, si tratta di una scelta importante e strategica – spiega Parolo -, che da’ il via ad un progetto di ampio respiro, il quale, prendendo atto della grave crisi debitoria che investe il comparto (circa 300 milioni) puo’ porre le condizioni per un vero rilancio del settore. Il modello economico su cui si e’ basato lo sviluppo di gran parte delle localita’ turistiche montane, strutturato sugli sport invernali e sulla leva della speculazione edilizia, e’ infatti ormai superato e lascia sul campo non pochi problemi. Il compito di un’amministrazione responsabile deve essere quello di traghettare questo modello verso un nuovo progetto di sviluppo economico, diversificato, piu’ sostenibile dal punto di vista ambientale e fondato piu’ sulla qualita’ che sulla quantita’”.

IMPORTANTE VALENZA PUBBLICA
“Occorre fare cio’ che altre Regioni e Stati alpini a noi confinanti hanno gia’ fatto – prosegue il sottosegretario -: riconoscere innanzitutto che queste infrastrutture hanno comunque una valenza di interesse pubblico, poiche’ garantiscono un indotto stimato in circa 500 milioni di euro all’anno per le vallate alpine. Lo stesso Dlgs ‘Madia’ sul riordino delle partecipate pubbliche, in corso di approvazione, escluderebbe questi impianti dall’obbligo di dismissione”.

SEPARARE PROPRIETA’ DA GESTIONE
“E’ necessario separare la proprieta’ degli impianti, che puo’ essere affidata a societa’ pubbliche di valenza provinciale e regionale, dall’attivita’ di gestione, che deve obbligatoriamente essere affidata a gara ai privati – e’ la proposta formulata -. L’obiettivo condiviso da tutti i gruppi consiliari e’ di elaborare, a breve, un progetto di legge che consenta di dare avvio concreto a un progetto ambizioso, ma necessario per i territori montani”.


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