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IMU su impianti di risalita, la battaglia continua e la Regione Lombardia approva mozione: “Salterebbe l’economia di intere vallate”

martedì, 21 aprile 2015

Milano – Unanime via libera a una mozione (prima firmataria Lara Magoni della Lista Maroni) con cui il Consiglio regionale invita il Governo a prevedere con urgenza una modifica della legge sull’IMU in modo da sgravare dall’imposizione fiscale gli impianti di risalita, riconoscendo loro la natura di mezzi di trasporto e non di attività commerciale.

Il documento ha preso spunto dalla sentenza della Corte Costituzionale n.4541 del 21 gennaio 2015 con cui si stabilisce che nel calcolo della rendita catastale rientrano anche “tutte le strutture fisse che concorrono al pregio e all’utilizzo degli immobili stessi”, tra cui appunto anche le funivie e gli impianti di risalita.

Nelle località turistiche montane della Lombardia ci sono 48 esercenti di impianti a fune per complessivi 270 impianti, numerosi dei quali sono in grave difficoltà economica: un migliaio sono i lavoratori direttamente occupati, con un indotto che interessa e coinvolge altri 7mila lavoratori.

IL COMMENTO DI UGO PAROLO (LEGA NORD)
Approvata dal Consiglio Regionale una mozione contro l’applicazione dell’IMU agli impianti di risalita. In merito è intervenuto in aula il sottosegretario e consigliere regionale della Lega Nord, Ugo Parolo: “Condivido le preoccupazioni illustrate nella mozione. Alcune azioni politiche sono già state svolte dall’Assessorato allo Sport e già in Parlamento è stato presentato un ddl per ricondurre gli impianti di risalita alla precedente situazione fiscale. Gli impianti di risalita in Lombardia si trovano già in una situazione molto critica e questo potrebbe rappresentare il colpo di grazia.impianti

E’ un sistema che fa fatica a reggere data anche la concorrenza di province o di Stati confinanti che hanno ben altre possibilità. Un esempio su tutti: il costo dell’energia, più rilevante rispetto ad altre zone del Paese nonostante si tratti di impianti che si trovano in alcuni casi a ridosso delle dighe.”

“Come Regione Lombardia – continua Parolo – stiamo ragionando insieme a tutto il comparto turistico per far fronte a questa situazione, consapevoli che senza impianti di risalita salterebbe l’economia di intere vallate.”


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