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Imprudenza in montagna: la chiamata al Soccorso alpino costerà 700 euro

mercoledì, 14 ottobre 2015

Edolo – Potrà costare fino a 700 euro l’intervento del soccorso alpino, se la richiesta sarà causata da imprudenza o da superficialità. Oggi la Commissione consiliare Sanità di Regione Lombardia, presieduta da Fabio Rizzi (Lega Nord), ha espresso parere favorevole, con alcune osservazioni, al piano tariffario previsto dalla recente legge regionale (n. 5/2015) sugli interventi di soccorso alpino e speleologico in zone impervie. A favore del provvedimento, illustrato da Lara Magoni (Lista Maroni), i gruppi di maggioranza (erano presenti i consiglieri di FI, NCD, Lega Nord, Lista Maroni). Contrario, invece, il Partito Democratico.soccorso alpino elisoccorso

“Sono molto soddisfatta dell’approvazione del piano tariffario – ha dichiarato la consigliera Lara Magoni (Lista Maroni) – Ora si tratta di sensibilizzare le persone sulle norme in vigore. Ribadisco, infatti, che scopo della legge regionale, che prevede la compartecipazione alle spese per i servizi di soccorso, è proprio quello di educare chi frequenta la montagna al rispetto delle regole, evitando richieste che non siano di vera emergenza”. La Giunta, nell’adottare il provvedimento, dovrà comunque tenere conto anche dell’osservazione sollevata dalla Commissione e che riguarda la richiesta di inserire l’indicazione del costo effettivo di ogni singolo servizio, su cui poi verrà calcolata la quota di compartecipazione.

La Commissione ha poi seguito l’illustrazione del Piano quadriennale regionale per le politiche di parità e di prevenzione e contrasto alla violenza di genere (relatrice Anna Lisa Baroni – FI). Infine, si sono tenute le audizioni con il Direttore generale della ASL Città di Milano e con le direzioni degli ospedali Niguarda, Sacco e San Paolo sull’Allegato A, parte integrante della riforma sociosanitaria varata lo scorso agosto, che definisce la strutturazione territoriale delle Agenzie di Tutela della Salute (ATS) e delle Aziende Socio Sanitarie Territoriali (ASST). Sconvocato, invece, il gruppo di lavoro sulla seconda fase della riforma della sanità, il cosiddetto pdl 228 bis: i commissari dei gruppi di minoranza hanno infatti dichiarato che non prenderanno parte ai lavori del gruppo finchè non sarà discussa la mozione di sfiducia al Presidente Maroni. Il Partito Democratico prenderà comunque parte alle audizioni e ai lavori della Commissione senza però garantire il numero legale: il M5Stelle invece sarà presente alle sole audizioni. 


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