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Stop produzione aziende del Gruppo Riva in Valle Camonica, scoppia il caos

giovedì, 12 settembre 2013

Sellero - Il Consigliere Regionale della Lega Nord Donatella Martinazzoli, membro della IV commissione Attività produttive e occupazione, ha richiesto, con carattere d’urgenza, l’audizione in commissione dei legali rappresentanti delle società del gruppo Riva di Cerveno, Malegno e Sellero, e delle parti sociali, in merito alla situazione verificatasi a seguito del sequestro dei beni della famiglia Riva.

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La diatriba nasce dal fatto che il gruppo ha fermato tutte le attività produttive di Riva Acciaio. Il provvedimento si è reso necessario poichè il sequestro preventivo, ordinato dalla Magistratura di Taranto e notificato a Riva Acciaio lo scorso 9 settembre “sottrae all’Azienda ogni disponibilità degli impianti – che occupano oggi circa 1.400 addetti – e determina il blocco delle attività bancarie, impedendo pertanto la normale prosecuzione operativa della società”. Sebbene questi impianti non sono stati bersaglio di sequestri.

Intanto nella giornata di domani alle 13 nella fabbrica Riva di Cerveno ci sarà l’assemblea alla quale sono invitati tutti i 500 lavoratori dei tre stabilimenti camuni. Si registrano le prese di posizione dell’onorevole camuno Davide Caparini contro la gestione dell’affare Ilva che ha coinvolto le aziende del  nord e del Presidente del Bim di Vallecamonica Corrado Tomasi.

La sospensione delle attività e alla messa in sicurezza degli impianti include la sospensione delle prestazioni lavorative del personale (circa 1.400 unità), a esclusione degli addetti alla messa in sicurezza, conservazione e guardiania degli stabilimenti e dei beni aziendal

“Il sequestro delle società di proprietà del gruppo Riva – afferma il consigliere Martinazzoli – sta causando notevoli disagi sotto il profilo lavorativo, non solo in Valcamonica ma nell’intero Paese, mettendo a rischio il futuro migliaia di addetti, nonché l’indotto che fa capo alla gestione delle società”. “A livello occupazione – conclude il consigliere del Carroccio – la Valcamonica è già stata colpita in maniera particolarmente pesante, e non da ora, dalla crisi che ha investito il territorio nazionale ed i procedimenti conclusisi con il sequestro dei beni della famiglia Riva nel bresciano rischiano di aggravare problematiche già esistenti”.

L’INTERVENTO DI MARONI

“Come presidente della Regione Lombardia sono fortemente preoccupato per la decisione, annunciata dal Gruppo Riva, di bloccare tutte le attività dell’azienda esterne al perimetro gestionale dell’Ilva, relative a sette stabilimenti, in cui sono impiegati circa 1.400 addetti, di cui ben 650 nella sola Lombardia, che, numeri alla mano, sarebbe la regione più colpita in termini di ricadute occupazionali”.

Lo ha dichiarato il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, commentando l’annuncio odierno del Gruppo Riva Acciaio.
“Si tratta di una decisione di una gravità inaudita – ha aggiunto il presidente -, soprattutto in un momento di crisi economica e occupazionale quale quello che stiamo vivendo, per questa ragione chiederà un colloquio con urgenza ai vertici aziendali del Gruppo e un incontro con il ministro delle Attività Produttive, per capire come intende muoversi il Governo di fronte a una situazione così grave”.


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