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Il CSI festeggia i 70 anni a Roma con l’incontro con papa Francesco: ci sono anche 300 tesserati camuni

venerdì, 6 giugno 2014

Roma – “Papa Francesco il nostro capitano” con questo slogan il Centro Sportivo Italiano ha chiamato a Roma atleti e dirigenti da tutta l’Italia per la grande manifestazione con il pontefice in piazza San Pietro di domani, sabato 7 giugno.maglia-clericus4

Dalla Vallecamonica sono trecento i tesserati del Centro Sportivo Italiano che con pullman, in treno o con il trasporto organizzato dal Comitato Csi camuno raggiungeranno la capitale. All’iniziativa, che intende festeggiare i settant’anni dell’associazione sportiva, hanno aderito il Gruppo  Sportivo Oratorio san Zenone di Gratacasolo, la Polisportiva Oratorio Piancamuno, il Niardo Volley, il Centro Giovanile Rogno, l’Atletica Eden 77, l’Unione Sportiva Grevo, la Polisportiva Mediavalle e singoli tesserati di diversi gruppi sportivi della valle.

Da alcuni giorni a Roma è poi presente una decina di giovani, coordinati dal componente della Presidenza Antonio Petroboni, impegnati nell’organizzazione dell’evento che ha riscosso l’adesione di settantamila associati. L’iniziativa intende ascoltare le parole del Papa per avere conferma dell’impegno educativo a favore di migliaia e migliaia di giovani, accendere i riflettori sul mondo sportivo del CSI lontano dalle tifoserie scatenate e dagli scontri di piazza e “per fare il tifo per il Papa e dirgli che può contare sempre sul CSI”. Alla manifestazione parteciperanno anche numerosi campioni dello sport agonistico: Massimiliano Rosolino, Andrea Zorzi, Gianni Rivera, Pierluigi Marzorati, Dino Meneghin, Sara Simeoni, Davide Cassani, Francesco Moser, Igor Cassina, Fabrizia D’Ottavio, Lelia Bellesini, pluricampionessa di Special Olympics, e Arturo Mariani, calciatore della Nazionale Amputati CSI.

Tema centrale dell’incontro con Papa Francesco è l’educazione come sottolinea il Presidente del CSI Massimo Achini: “Per noi la questione educativa è la più importante. Siamo convinti che educare attraverso lo sport non solo è possibile, ma anche necessario, e ha ricadute positive in ogni ambito della vita dei ragazzi. Gli oratori sono l’alveo naturale di questa educazione, e lo sport in oratorio rappresenta qualcosa di straordinariamente importante e significativo per il sistema sportivo ed educativo del Paese. Ecco perché non può e non deve restare confinato nel sottoscala o guardato solo con simpatia, ma essere preso sul serio, sostenuto e valorizzato da tutti quelli che hanno responsabilità in ambito ecclesiale, sportivo e istituzionale. Andiamo dal papa anche per dire questo.”


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