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I Luf: in terra camuna l’ultima fatica della storica band di Canossi

sabato, 1 giugno 2013

Edolo – Il camuno Dario Canossi e la band “I luf” hanno inciso il nuovo disco che sarà presentato martedì prossimo. A un anno di distanza da “I Luf cantano Guccini” e dopo tre anni dall’ultimo disco “Flel”, il gruppo annuncia l’ultima fatica: “Mat e Famat” è il primo disco del secondo decennio di attività e quinto di inediti e dal 6 giugno sarà in tutti i negozi.DSC_2585

Quattordici canzoni che, sia per le musiche che per i testi, sono già state definite come la miglior opera dell’affermata band lombarda capitanata da Dario Canossi. Il disco “Mat e famat”, letteralmente “matto e affamato”, è senza dubbio il disco della maturità, in cui la band alterna brani allegri e spensierati a canzoni con testi di grande poesia; il dialetto e l’italiano si rubano la scena senza mai perdere di vista il senso della canzone. Mat e Famat è la goliardica maturità dei Luf, coerenti con se stessi ma mai ripetitivi, allegri ma mai sguaiati, seri ma mai pedanti. Ancora una volta l’impegno sociale e il puro divertimento si mescolano per ottenere canzoni che vanno oltre lo spirito folk-rock fine a se stesso e colpiscono per la capacità di trattare tematiche spesso dure, senza creare tristezza ma cercando di stemperare la malinconia in serenità ed allegria.

In questo ultimo cd, il dialetto continua a essere protagonista, con un Dario Canossi interprete che ancora una volta riesce a trasmettere la semplicità di storie originali, provinciali, con un linguaggio universale che partendo dalla Valcamonica arriva all’America di Springsteen. In “Mat e famat”  i suoni di chitarre, fisarmonica, violino, flauti, banjo e cornamuse discutono animatamente  con quelli degli strumenti più moderni come basso, batteria, percussioni, regalando all’ascoltatore una nuova dimensione musicale, che raramente si ascolta in Italia e che tanto successo sta riscontrando in tutto il mondo. Il nuovo disco de <I Luf>  ha i piedi saldamente piantati in Valcamonica ma un respiro profondo che va ben oltre i confini nazionali.

SPECIAL GUEST

Anche questa volta, <I Luf >hanno voluto impreziosire il loro disco con ospiti “illustri”: la voce di Cerno dei Vad Vuc nel brano “Quando la notte piange”, la grinta di Daniele Ronda nel brano “Trebisonda” e l’arpa celtica di Vincenzo Zitello ad accompagnare la straziante storia partigiana “Giuda Della Neve”. Infine la maestria di Lorenzo Cazzaniga, tra i migliori tecnici del suono a livello internazionale, ha saputo fare di questo disco un piccolo miracolo.

LE CANZONI

Oroloi: un orologio con tre lancette al posto di due ci invita ad una migliore e sana gestione del nostro tempo. Il tempo che passa se rincorso genera follia ma per vivere felici basta poco, rubare un pezzo di pane, sposare una donna allegra e stare sempre lontano dalle false fedi.

Quando la notte piange: la solitudine lascia il segno e la notte è la scatola che racchiude tutte le solitudini, ma avere qualcuno da prendere per mano può di sicuro cambiare la prospettiva.

Ballata per Vik: il primo singolo del nuovo cd, dedicato a Vittorio Arrigoni, volontario italiano ucciso in Palestina. Il testo è stato scritto a quattro mani da Dario Canossi e da Egidia Beretta mamma di Vik. In perfetto stile Luf, rabbia e speranza si incontrano per creare un’emozione unica.

Anche tu: un lupo che corre è la vita, sei corde e in fondo le dita; la vita, gli affetti, la musica, la voglia di non aver padroni e il desiderio di volare sempre più in alto. E poi, quando tutto finirà, una lacrima sola e due gocce di vino per brindare al cospetto di Dio.

Vecchio lupo: il lupo ritorna padrone della scena. Le donne che corrono con i lupi devono faticare per volare, il lupo prende il volo grazie al sorriso di un bambino e il suo naturale battere il tempo con allegria.

Mat e famat: il brano che dà il titolo al cd è una rilettura in chiave camuna del celebre discorso di Steve Jobs a Stanford (2005). “Stay hungry. stay foolish”. Siate affamati, siate folli.

Ninna nanna: un bimbo che sogna il ritorno del padre che sappia accompagnarlo nel momento più bello e delicato, il passaggio dal giorno alla notte, la semplicità di una ninna nanna e la magia di una poesia.

Trebisonda: I Luf che si divertono a fare canzoni leggere e cavalcare l’onda, ma anche quando “sbragano” ci mettono sempre un po’ di pepe e quindi benvenuto George Orwell e la sua fattoria degli animali.

Camionisti: I Luf sono dei “camionisti” del folk, trasportatori della musica che portano i giro i sogni di chi non li ha più, come una volta i vecchi comunisti. Le loro canzoni sono abbottonate al loro pubblico, unico loro vero padrone.

Barbos barbel barbù: allegra storia di diserzione; per sfuggire ai fascisti che lo volevano arruolare, un montanaro verace non esita a farsi seppellire nel carro del letame per poter uscire dalla stalla e beffare i corvi neri (tratto da un fatto realmente accaduto a Lozio durante il fascismo).

Lungo la linea del Don: i passi stanchi degli alpini del Don si trasformano nella corsa di un figlio che ha ancora molte cose da insegnare ad un padre che lo sta a guardare, mentre fugge lontano.

Quando: è un brano dal carattere quasi biblico, con immagini apocalittiche ma con una richiesta precisa: “Non piangete la pietra, sorridete nel vento”. La vita è sempre più forte della morte. La speranza travolge la disperazione.

Giuda della neve: canzone ispirata ad un fatto vero, l’eccidio da parte dei nazifascisti a Pontechianale accaduto il 28 marzo 1944, dove vennero uccisi 9 partigiani. Una madre venne all’accampamento, forse per ammazzare chi gli aveva ucciso il figlio. Glielo impedirono, ma il prigioniero colpevole spia, si suicidò.

La al de legn: American Land del Boss diventa la “Valle di legno”: da qui, dalla Valcamonica, si partiva  per trovare fortuna e guadagnare i soldi per costruirsi la casa. Spesso però, si faceva ritorno nella al de legn in un vestito di legno.

Ancora una volta l’immagine dei lupi è stata affidata al talentuoso grafico Moreno Pirovano, che con lo staff di Zampediverse, ha confezionato una copertina meravigliosa. Firma d’autore anche per le foto del cd: tutte le immagini infatti, sono di Cristina Arrigoni, fotografa specializzata nel ritrarre musicisti.

I Luf sono e hanno suonato:

Dario Canossi: chitarra acustica e voce

Sergio “Jeio” Pontoriero: banjo, mandolino, ukulele, dobro, cassa, cembalo, darbuka, shaker, triangolo, washboard, batteria (Vecchio lupo) e voce

Sammy Radaelli: batteria

Alberto Freddi: violino e voce

Cesare Comito: chitarra acustica e voce

Matteo Luraghi: basso, contrabbasso e voce

Lorenzo Marra: fisarmonica e voce

Pier Zuin: highland bagpipe, gralla dulce in sol, flauto traverso irlandese in re, tin whistle in re

 

Ospiti graditi:

Ranieri “Ragno” Fumagalli: fiati qua e là

Daniele Ronda Voce in: “Trebisonda”

Vincenzo Zitello Arpa in: “Giuda della Neve”

 

 

Testi e musiche di Dario Canossi eccetto:

“Ballata per Vik” testo di Dario Canossi ed Egidia Beretta

“Camionisti” testo Dario Canossi e Fabio Biale

“Giuda della neve” testo di Silvano Bertaina e Dario Canossi

“La al de Legn” musica popolare, arrangiamento Bruce Springsteen, testo Dario Canossi

Il disco è stato registrato in presa diretta presso Clockwork studio di Cernusco Lombardone dal 29 marzo al 2 aprile 2013 da Michele Marino Gallina e Lorenzo Cazzaniga

Mixato e masterizzato da Lorenzo Cazzaniga nell’aprile del 2013

Produzione artistica e arrangiamenti Sergio Pontoriero, Lorenzo Cazzaniga e I Luf

Produzione esecutiva Dario Canossi e PerSpartitoPreso

 

 

I Luf sono amplificati da Live Music Service di Gigi Mariani

 

 

Info e contatti: 335.8074111 – www.iluf.net


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