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I corsi d’acqua della Valle Camonica patrimonio mondiale dell’Unesco. E’ la richiesta della Regione

mercoledì, 2 luglio 2014

Valle Camonica – Il corso del fiume Oglio, il lago d’Iseo, ma anche il Garda è tra i corsi  d’acqua da difendere e tutelare. La proposta è trasformarli in  patrimonio mondiale dell’Unesco. La richiesta è stata avanzata dagli assessori regionali Viviana Beccalossi (Territorio, Urbanistica e Difesa del suolo), Cristina Cappellini (Culture, Identità e Autonomie) e Gianni Fava (Agricoltura), che hanno illustrato il progetto.

VALLE CAMONICA TERRA ‘D’ACQUAFiume Oglio Pizzo Badile 1

La Valle Camonica con uno dei laghi laghi più grandi d’Italia, i molti fiumi e i piccoli bacini delle Prealpi è una delle zone più ricche d’acqua in Europa, tant’è che viene definita ‘Regione d’acqua’. Sul  territorio lombardo, inoltre, ci sono circa 100 grandi impianti che svolgono l’attività di bonifica, ovvero, portano via l’acqua delle piogge o la derivano dai fiumi e la conducono nei campi, grazie a una rete di rogge, canali e navigli lunga circa 40 mila chilometri.

<Si tratta – ha spiegato l’assessore Beccalossi – di un’idea di grande significato, perché proporre all’Unesco di inserire la civiltà dell’acqua lombarda tra il Patrimonio dell’umanità significa innanzitutto far conoscere ai Lombardi stessi la straordinaria funzione ricoperta dalla bonifica”. Nel periodo 2007-2013 la Regione ha stanziato 215 milioni, 20 sono invece stati messi a disposizione dai Consorzi. I fondi sono stati utilizzati per attuare 285 progetti di tutela del territorio, e una parte è finita in Valle Camonica.

I DATI

Oltre 1.500 fontanili, 97 grandi manufatti idraulici e irrigui, 40.000 chilometri di canali, rogge e navigli assicurano l’equilibrio idraulico-territoriale e ambientale della lombardia e le consentono di essere sicura, abitata e fertile. Un equilibrio che viene mantenuto su 1.211.625 ettari, più della metà dell’intera superficie regionale, su cui è presente il 75 per cento della popolazione, e che oggi è dato per scontato, ma che, invece, necessita di un’opera costante e costosa, specie ora che il manifestarsi dei cosiddetti ‘eventi estremi’ causati dai cambiamenti climatici in atto rendono più fragile il territorio.

La Civiltà dell’acqua in Lombardia è un progetto che, inoltre, si proietta anche verso Expo 2015: l’acqua è infatti una risorsa fondamentale per produrre cibo e per raggiungere l’obiettivo ‘Nutrire il pianeta’.


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