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Grandine nel Bresciano, Fava: “Chiederemo stato di calamità”

mercoledì, 17 luglio 2013

Lovere- Per i danni a colture e strutture provocati dalla grandine e dal nubifragio del 13 luglio scorso nelle province di Mantova, Brescia e Cremona, Regione Lombardia è  pronta a fare la sua parte, chiedendo al Ministero dell’Agricoltura lo stato di calamità nelle more previste dalla legge.fresatura-trattore-fucino-3

L’assessore regionale all’Agricoltura Gianni Fava dopo l’incontro in Comune a Viadana con sindaci, assessori comunali e provinciali, in cuiè? stato fatto il punto della situazione sull’emergenza nubifragio, ha chiarito: “E’ possibile procedere all’applicazione dei risarcimenti solo se il danno accertato alle strutture aziendali non assicurabili è superiore al 30% della produzione lorda vendibile (Plv). Se ciò si verifica si procede alla quantificazione dei danni mediante segnalazione degli aventi diritto alla Provincia che trasmette alla Regione gli esiti istruttori. Regione Lombardia provvederà con propria deliberazione a richiedere al Mipaaf la dichiarazione dello stato di calamità”.

Regione Lombardia potrebbe infatti chiedere al Ministero dell’Agricoltura di concedere una deroga ai contenuti del d.lgs.
102/2004 per l’evento grandine che ha colpito colture, ortaggi in campo e serre nelle tre province lombarde, sebbene alla luce
di precedenti analoghe situazioni è legittimo considerare remota tale concessione.

Rimane comunque percorribile la quantificazione dei danni alle tipologie ammissibili nell’ipotesi che venga rispettato il limite del 30% della produzione lorda vendibile. Altra possibilità può interessare ”l’integrazione salari”, ove Regione Lombardia provvede con atto di giunta a perimetrare l’area colpita garantendo, ai lavoratori non impiegati a seguito dell’evento, i benefici di cui allalegge n. 296/2007 (art. 1 comma 1079), relativa alle norme su previdenza, lavoro e competitività.

Da una prima ricognizione e confronto con gli uffici provinciali, i comuni colpiti in provincia di Brescia risultano essere Chiari, Dello, Barbariga, Omezzano Cizzago, San paolo, Offlaga, Alfianello. La grandine ha provocato danni alla coltura del mais, ortaggi in pieno campo, impianti arborei, serre. I requisiti per l’attivazione delle normativa sono: un danno che superi il 30% della Plv media ordinaria calcolata su un triennio precedente e calcolata sull’intero comparto produttivo dell’area delimitata; il danno deve poi riguardare eventi, colture e/o strutture non assicurabili in forma agevolata.

La normativa vigente stabilisce che per i danni assicurabili con polizze agevolate non sono attivabili gli interventi compensativi, ossia interventi pubblici a posteriori dell’evento dannoso. Il Piano assicurativo nazionale definisce, tra gli altri, la grandine evento assicurabile, nonchè la totalità delle colture e le varie tipologie di strutture. Non sono assicurabili in forma agevolata cascine, abitazioni rurali, stalle, ricoveri per macchine e attrezzi a uso agricolo. Per queste tipologie è possibile attivare le procedure a
condizione che il danno sia superiore al 30% della Plv. Pertanto, ai fini di una copertura dai rischi climatici a danno
di colture e strutture assicurabili, le aziende danneggiate dalla grandinata avrebbero dovuto provvedere alla stipula di
polizze assicurative, agevolate da contributo Statale/Comunitario fino all’80% della spesa premi sostenuta.


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