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Grande Guerra, poesia di un combattente sull’Adamello

sabato, 23 maggio 2015

In occasione dell’entrata in Guerra dell’Italia – 24 maggio 1915 – proponiamo come riflessione la poesia  di Gian Maria Bonaldi, combattente sull’Adamello – Guerra 1914 – 1915

“I morti è meglio 

che non vedano quel
che sono capaci di fare i vivi

e la strada storta
che sta prendendo il mondo

è meglio che non si accorgano nemmeno
che noi siamo diventati
così poveri e tanto miseri
che non siamo capaci di volerci bene

no, è meglio che i morti
stiamo nella neve
e nel ghiaccio
e che non sappiano di noi,
altrimenti potrebbero pensare
di essere morti invano
ed allora si sentirebbero
ancora più soli”.

Gian Maria Bonaldi


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