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Gli incendi cambiano le aree a rischio idrogeologico? Lettera della Prefettura di Brescia

venerdì, 18 agosto 2017

Darfo – La Prefettura di Brescia scrive a Provincia di Brescia, sindaci, Comunità Montane, Ufficio Territoriale Regionale, e di rimando a Regione, vigili del fuoco e Gruppo Carabinieri Forestali bresciani, in merito a raccomandazioni operative per prevenire il rischio idrogeologico nelle aree interessate da incendi boschivi.

Le alterazioni delle condizioni naturali del suolo causate dagli incendi, tra l’altro, possono favorire i fenomeni di dissesto dei versanti, provocando, in caso di piogge intense e/o prolungate, lo scivolamento e l’asportazione dello strato di terreno superficiale.

Nella lettera “si ritiene indispensabile sottolineare la necessità di intervenire prontamente nelle aree interessate da incendi boschivi per valutare le eventuali azioni di protezione civile per la salvaguardia della pubblica e privata incolumità laddove vi sia suscettività al dissesto che possa aggravare o determinare situazioni di criticità idrogeologica.

I principali fattori che determinano la propensione al dissesto sono così riassunti: gli incendi determinano un impatto di tipo geopedologico, nel breve periodo, con alterazioni chimico-fisiche dei suoli, perdita di suolo fertile ed erosione superficiale. Nel contempo si determinano processi di danno idrogeologico, che si esprimono nel medio e lungo termine, per la conseguente diminuzione della capacità di infiltrazione, riduzione dei tempi di corrivazione ed erosione accelerata incalanata. In tal modo i suoli vengono fortemente esposti a forme di erosione areale indotta dall’impatto diretto delle gocce di pioggia, ovvero a forme di erosione laminare in terreni a bassa pendenza ed a forme di erosione incanalata in terreni a medio-alta pendenza.

Le aree percorse dal fuoco, in definitiva, comportano la perdita di suolo fertile ed il degrado delle capacità di salvaguardia idrogeologica, con conseguenti situazioni di propensione alla desertificazione, perdita di elementi vegetazionali di pregio, elevato trasporto solido, ridotti tempi di corrivazione e possibile innesco di frane superficiali e di crollo.

In particolare nelle aree percorse dal fuoco, si determina una maggior propensione al dissesto ed una connaturata fragilità idrogeologica che, in caso di piogge intense e/o prolungate, si manifesta in coltre detritica superficiale dilavata ed asportata, producendo un consistente trasporto solido che può scendere velocemente a valle, determinando talvolta veri e propri fenomeni di colate detritiche e di fango, con trasporto in massa anche di materiale legnoso morto.

Nei costoni e versanti fratturati, la naturale propensione al crollo delle masse rocciose potrebbe essere aggravata dalla dilatazione termica indotta dal fuoco, per cui in caso di maltempo si potrebbero determinare le condizioni per il crollo improvviso di massi, anche di grandi dimensioni, che precipiterebbero verso valle senza incontrare resistenza in mancata della barriera del bosco bruciato.

Dunque, ai fini dell’individuazione delle priorità di interventi, gli Enti competenti devono porre attenzione ai fattori di maggior criticità rappresentate dalle condizioni geomorfologiche ed orografiche delle aree percorse dal fuoco, nonché dallo stato di urbanizzazione del territorio a valle del sito stesso.

Un primo screening finalizzato a stabilire la criticità idrogeologica del sito percorso dal fuoco trova principi fondativi nella presenza di elementi antropici a rischio presenti nelle aree bruciate e sul territorio a valle, nonché nella cartografia dei PAI elaborati dalle Autorità di Bacino”.

Sono dunque aree a rischio, un caso di piogge intense e/o prolungate, le aree percorse dal fuoco e le loro immediate espansioni verso vale che presentano determinati aspetti elencati nella lettera.

In conclusione della lettera, si chiede aggiornamento della pianificazione comunale d’emergenza, la rivalutazioni di nuove condizioni di rischio, vigilanza e tecniche dei presidi territoriali e la successiva informazione con coinvolgimento della popolazione.


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