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Gal, confermata la riorganizzazione del sistema: da sedici passeranno a dieci

lunedì, 18 novembre 2013

Edolo –  L’assessore regionale all’Agricoltura Gianni Fava conferma la riorganizzazione del sistema dei Gal.meleti agricoltura

Con l’obiettivo rispondere in maniera più efficace alle esigenze dei territori e del sistema agricolo regionale. Lo ha ribadito oggi, nel corso di un incontro sul futuro assetto delle strutture territoriali deputate allo sviluppo del territorio e
al rilancio dell’economia nelle zone rurali. Nei piani dell’Assessorato i Gal dovranno passare dagli attuali 16 a 10.

Fondamentale nella riorganizzazione il tema della razionalizzazione delle risorse destinate e l’omogeneità nella ”vocazione” dei territori, che, dalla pianura alla montagna, hanno progettualità ed esigenze differenti.

LO CHIEDE ANCHE LA UE
“L’Unione europea ritiene eccessivo – ha detto Fava – il numero dei Gal attuale e anch’io sono sulla stessa linea. Le risorse devono andare al sistema agricolo nel
complesso”. La diminuzione delle risorse stanziate dall’Europa costringerà la Regione a rimodulare il contributo. Utilizzando i criteri precedenti nell’assegnazione delle risorse, “avremo una programmazione di un miliardo di euro – ha ricordato Fava -, di cui il 5 per cento – 50 milioni di euro, appunto – destinati ai Gal”.

Dunque, con 5 milioni di capacità di spesa e 50 milioni ”dell’agricoltura e per l’agricoltura – ha ribadito l’assessore -, il numero dei Gal, da qui al 2015, dovrà scendere a 10, rispettando una logica di ottimizzazione di risorse in linea con una certa omogeneità di obiettivi e strategie”.

STOP A SOLDI DEGLI AGRICOLTORI USATI PER FARE ALTRO
Ferma restando la ‘salvaguardia’ di quanto erogato dalla Regione a tutto il 2014, i Gal dovranno andare verso un’unica direzione. ”I 50 milioni sono fondi dell’agricoltura e a questa dovranno essere destinati” ha sottolineato Fava. Non più come accaduto in passato.

“Indicheremo chiaramente nella nostra programmazione - ha precisato l’assessore – che quei fondi vadano ad attività direttamente o indirettamente correlate alla filiera agroalimentare: promozione territori e prodotti, attività legate alla tutela dei marchi, a Igp e altro”. “Per evitare una volta per tutte – ha aggiunto Fava – che qualcuno consideri che i soldi dell’agricoltura si possano utilizzare per altre attività, come accaduto in passato. Troppo spesso i soldi dell’agricoltore sono finiti per fare altro. Ora basta”.


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