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Fusione tra Ponte di Legno, Temù e Vione: è nato il comitato del “No”

domenica, 7 maggio 2017

Ponte di Legno – Il dibattito sulla fusione dei tre Comuni dell’Alta Valle Camonica (Ponte di Legno, Temù e Vione) si accende. Si sono svolte le prime assemblee e si sono costituiti 3 comitati intercomunali anti-fusione.

Il comitato per il No alla fusione, coordinato da Fabio Fogliaresi e Mario Rizzi, consiglieri comunali rispettivamente di Temù e Ponte di Legno, ha preso posizione: “A seguito della reiterata volontà delle attuali amministrazioni, di addivenire ad una incorporazione dei Comuni di Temù e Vione nel comune di Ponte di Legno, nonostante nell’ottobre 2012 un tentativo maldestro di fusione sia fallito. I comitati sono espressione libera dei cittadini dei tre Comuni, a cui hanno aderito persone di vario orientamento politico e di varia estrazione sociale“.

Negli ultimi consigli comunali di Ponte di Legno e Temù ci sono già state prese di posizioni dei consiglieri comunali di minoranza, riportiamo integralmente i documenti allegati alla delibera.

Ponte_di_legno_municipio

MODIFICA STATUTO COMUNE DI PONTE DI LEGNO  

Spett. Amministrazione del comune di Ponte di Legno
c.a sig. Sindaco Aurelia Sandrini

Oggetto: documento contrario alla Vostra unilaterale modifica dello statuto del Comune di Ponte di Legno art 36 bis referendum consultivi per le fusioni per incorporazione di comuni e relativo regolamento del 19 Aprile 2017

I consiglieri di minoranza Diego Cenini e Mario Rizzi, eletti per la lista “Voltiamo pagina” nel Consiglio Comune di Ponte di Legno;

Premesso che l’ Art. 1 della Costituzione della Repubblica Italiana prescrive che: la sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione;

Il giorno 31 Maggio 2013 avete unilateralmente modificato lo statuto, non ponendo limite al numero degli assessori esterni, e il vice sindaco non necessariamente eletto dai Cittadini;

Infatti, nella attuale giunta a tre componenti, la maggioranza, ovvero, vice Sindaco e assessore non sono eletti dagli elettori;

trascorso un anno, il giorno 22 Maggio 2014, avete deciso una ulteriore unilaterale manipolazione dello statuto introducendo un ulteriore soggetto, quale il prosindaco, non votato dai cittadini al solo scopo di raccogliere il consenso elettorale alterando il rapporto di fiducia tra elettori ed eletti;

conseguentemente il prosindaco risponde a chi lo ha nominato e, non ai cittadini elettori.

Ancora, il giorno 19 Aprile 2017 proponete la terza unilaterale alterazione dello statuto allo scopo di vanificare la volontà popolare in caso di referendum.

Infatti, in materia di fusione questa maggioranza del Consiglio esprime la reiterata volontà di indire un ulteriore referendum finalizzato alla fusione con comuni attigui, tra l’altro non sono trascorsi neppure i canonici cinque anni previsti dalle norme;

ma, l’aspetto centrale è che il vostro indirizzo politico cancella la volontà popolare già espressa inequivocabilmente dai cittadini nel precedente referendum effettuato nel 2012 e bocciato dagli elettori, in tale contesto i promotori dovevano dimettersi, invece gli stessi promuovano un altro referendum.

Giova ricordare che le regole del funzionamento democratico sono tali solo se, condivise da tutti, invero, le regole in tutti i paesi democratici sono concordate tra la maggioranza e la minoranza.

Le motivazioni di tale scippo della democrazia sono da ricercare altrove, difatti, solo nei regimi autoritari e non autorevoli, si assiste ad una concentrazione di potere – politico economico – come l’attuale amministrazione, infatti, la sola maggioranza è presente nelle società partecipate e controllate;

questa modifica dello statuto, ha la finalità di effettuare un ulteriore referendum di fusione al solo scopo di mantenere ed estendere il potere nelle mani di questo blocco sociale, in continuità alla non distinzione tra ruoli politici e ruoli economici perpetuando una commistione di competenze e responsabilità.

Difatti, già odiernamente nel nostro paese si constata una eccessiva concentrazione di potere, con il rischio di una gestione autoreferenziale.

Come minoranza siamo favorevoli ad sostenere le finalità della unione dei Comuni alta valle Camonica ma, non a fusioni tese a fare gli interessi di pochi a danno di molti.

Coerentemente codesta minoranza ha espresso contrarietà alle precedenti modifiche dello statuto, ed conferma contrarietà a questa vostra unilaterale adulterazione dello statuto, poiché non ravvediamo interesse dei cittadini ad addivenire a queste modifiche statutarie.

Questo sistema di potere non va esteso ad altri paesi ma, va profondamente modificato nell’interesse di tutti i cittadini di Ponte di Legno, frazioni comprese.

Questo ci pare appartenga alla nobiltà della politica, per il resto prendiamo atto che avanza l’arroganza, ma arretra la cultura, dei valori e degli ideali. O tempora o mores !

Tutto cio premesso si chiede il ritiro della proposta di modifica dello statuto.

I consiglieri Comune di Ponte di Legno (Voltiamo Pagina) Diego Cenini e Mario Rizzi

MODIFICA STATUTO CONSIGLIO COMUNALE DI TEMU’

Al Signor Sindaco del Comune di Temù
Oggetto:  dichiarazione di voto circa il punto n. 2 all’OdG: “Approvazione modifica allo statuto comunale inerente gli istituti di partecipazione popolare” e il punto n. 3 all’OdG: “Approvazione del regolamento per lo svolgimento del referendum consultivo popolare”. L’Articolo 1 della Costituzione della Repubblica Italiana recita: “La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”.

Questa maggioranza propone oggi una nuova unilaterale e arbitraria modifica dello statuto dopo le due avvenute negli scorsi anni, relative all’introduzione degli assessori esterni e dei prosindaci non eletti dai cittadini.

La modifica dello statuto che stasera viene proposta mostra la reiterata volontà di indire un ulteriore referendum finalizzato a una nuova fusione con i Comuni di Ponte di Legno e di Vione.

Questa decisione non è assolutamente rispettosa della volontà popolare già espressa inequivocabilmente dai cittadini nel referendum effettuato nel 2012 per il medesimo scopo.

Questo accanimento lascia trasparire l’esigenza, da parte dei promotori, di effettuare questa fusione a tutti i costi non per scopi legati allo sviluppo turistico ed economico del nostro territorio e/o al miglioramento del benessere dei nostri cittadini, ma semplicemente per la loro smania di potere.

Non vedo che necessità abbia un comune come il nostro che gestisce circa 5/6 milioni nel bilancio, e quindi è virtuoso e assolutamente in grado di autosostenersi, di fondersi con altri Comuni. Inoltre, in un momento in cui Regione Lombardia va verso l’autonomia, è contradditorio decidere di perdere il primo ente di autonomia locale che è il comune.

La maggioranza racconta che stavolta la proposta di fusione è partita “dal basso”: questa è una favola in quanto è stata proposta dal consigliere Corrado Tomasi all’assemblea della SIT (tra l’altro luogo non idoneo a tale fine) e riportata tramite vari articoli e servizi sui giornali e alle televisioni locali; tali comunicazioni hanno riportato, come spesso accade, una sola posizione come se tutti i cittadini all’unanimità avessero chiesto un nuovo tentativo di fusione; la realtà è che, come cinque anni fa, la proposta è stata calata
“dall’alto” e non sarà una raccolta firme, illegittima se effettuata casa per casa, a ingannare i nostri cittadini.

Inoltre il regolamento da voi proposto impone che la propaganda possa iniziare solo un mese prima del referendum: questa situazione limita i sostenitori del “NO” in quanto la vostra propaganda è già iniziata dal momento in cui il progetto è stato proposto e continuerà nei prossimi giorni con la raccolta firme.

Questo è uno scippo di democrazia tipico dei regimi autoritari e non autorevoli, nei quali si assiste a una concentrazione di potere politico ed economico, contrario allo spirito delle norme che introducono e favoriscono nel nostro ordinamento giuridico la partecipazione popolare e il confronto democratico.

Per quanto detto il mio voto è assolutamente contrario a questa unilaterale modifica dello statuto e alla redazione del suddetto regolamento. Come già da me affermato in altre occasioni, sono favorevole a sostenere, sviluppare e perseguire le finalità dell’Unione dei Comuni dell’Alta Valle Camonica, ma sono assolutamente contrario a fusioni tese a fare l’interesse di pochi a danno di molti.

Il Capo Gruppo del Gruppo Civico di Minoranza Alternativa Per Temù Fabio Fogliaresi


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