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Forum Alpinum, l’assessore Fava: “Più aiuti per la montagna”

venerdì, 19 settembre 2014

Darfo Boario Terme – “Nel prossimo Piano di sviluppo rurale, che finanzia gli investimenti, avremo risorse importanti per la montagna. Entro la metà del mese di ottobre potremo avere un pronunciamento definitivo da parte della Ue”.Forum Alpinum 2

Lo ha sottolineato l’assessore regionale all’Agricoltura Gianni Fava, intervenendo al convegno ‘Verso la politica macroregionale nella gestione delle risorse’, nell’ambito del ‘Forum Alpinum 2014′.

“In passato c’erano singole misure specifiche per settori – ha detto l’assessore lombardo -, oggi abbiamo ribaltato questo meccanismo: esiste una differenziazione per quelle di montagna, tanto in ordine a una serie di scelte strategiche specifiche contenute nel Piano, quanto in ordine a indici e priorità che danno vantaggi concreti, come maggiori punteggi in graduatoria. Aspetti semplici, che ci permettono di dire che la programmazione per lo sviluppo rurale lombardo avrà risorse importanti soprattutto per la montagna”.

“Ora la palla passa all’imprenditore agricolo – ha chiarito Fava -, che ci deve fare proposte. Ma devo dire che oggi respiriamo
un’aria diversa: l’incidenza della quota destinata alla montagna cambia e si aggirerà tra il 35 e il 45 per cento dei fondi
complessivi”.

“Oggi gestiamo la montagna grazie agli agricoltori – ha sintetizzato Fava – e lo dicono i numeri. Se l’età media dei quasi 50.000 agricoltori lombardi è di 63 anni, i giovani con meno di 40 anni rappresentano il 14,5 per cento del totale”.

Un dato che cambia salendo in quota. “Nelle zone di montagna la percentuale cresce al 18,5 per cento – ha precisato – ed è un paradosso, se pensiamo quanto sia arduo garantire in un contesto più difficile la marginalità adeguata.

Numeri che si invertono scendendo in pianura, dove l’agricoltura intensiva predomina”. Il 2 per cento dei Lombardi impegnato in agricoltura è quello che, come ricorda spesso l’assessore lombardo, “gestisce l’80 per cento del territorio”. “L’agricoltura di montagna – ha concluso Fava – è custode del territorio: su questa base abbiamo impostato il prossimo Piano di sviluppo rurale”.

 


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