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Fiume Oglio e lago d’Iseo ai minimi storici, interrogazione di Rolfi in Regione

giovedì, 4 maggio 2017

Pisogne – La questione dei bacini di accumulo e la carenza di risorse idriche è stata al centro ieri della question time in Consiglio regionale coinvolge anche le terre bresciane e camune.  A causa delle scarse precipitazioni nevose durante il periodo invernale, la portata di alcuni importanti fiumi, tra cui l’Oglio, si è praticamente dimezzata rispetto alle medie del periodo. Secondo Fabio Rolfi (Lega Nord, primo firmatario dell’interrogazione), “questa situazione incide pesantemente sulla regolare attività delle circa 50mila imprese agricole lombarde che impiegano 80mila addetti e registrano un valore delle produzioni superiore ai 6 miliardi di euro. E’ stato quindi chiesto se sono previste iniziative per realizzare bacini di accumulo di risorse idriche sfruttando interventi di recupero ambientale di cave dismesse a fini irrigui”.Fabio Rolfi

L’assessore all’Ambiente Claudia Terzi ha comunicato che la Direzione Generale Territorio sta valutando questo tipo di richiesta che perviene da più parti. E’ stato costituito un gruppo di lavoro che ha individuato come possibile utilizzo cave in falda nella provincia di Brescia con le opportune canalizzazioni. Un ruolo importante lo svolgeranno in questo senso i Consorzi di bonifica. Fabio Rolfi (nella foto) si è detto “consapevole che con una interrogazione non si può risolvere il problema, ma la risposta data dall’assessore lascia intendere un lavoro di pianificazione che va in questa direzione”.

Lago Iseo

Dopo quasi cinque giorni di pioggia che ha portato oltre un metro mezzo di neve in quota e pioggia nel fondovalle rimane alta l’attenzione per i livelli del lago. Il Consorzio dell’Oglio ha indicato nella giornata di ieri che mancano almeno 25 centimetri sul livello d’inizio maggio sul Sebino, quindi i problemi arriveranno dalla terza decade di giugno quando inizierà il periodo di irrigazione dei campi coltivati. Il rischio sarà per le scorte da usare in estate, visto che la neve in alta quota non è consistente.


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