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Fiamme Verdi, domani il tradizionale appuntamento al Mortirolo. Programma e testimonianze

sabato, 3 settembre 2016

Monno – Torna domani – domenica 4 settembre – l’appuntamento annuale al Mortirolo per commemorare tutti “i Ribelli per Amore che operarono per garantire la libertà e la democrazia al nostro Paese durante la Resistenza”. Come tradizionale al Mortirolo, passo al confine tra le province di Brescia e Sondrio saliranno cittadini, gruppi, associazioni combattentistiche e sindaci.

Il messaggio di quest’anno: “Ricordare il passato per plasmare il futuro”. Le Fiamme Fiamme Verdi si riuniranno davanti alla Chiesetta di San Giacomo in Mortirolo: il ritrovo è fissato alle 9.30, quindi alle 10.15 la Santa Messa celebrata da monsignor  Tino Clementi, cappellano delle Fiamme Verdi e al termine il saluto della Presidente onoraria delle Fiamme Verdi, Agape Nulli Quilleri, e il saluto delle autorità. Il discorso ufficiale sarà tenuto da Marco Fenaroli, assessore del Comune di Brescia. Per la prima volta sarà anche presente il professor Francesco Tessarolo, eletto poche settimane fa presidente nazionale della Fivl, Federazione italiana volontari per la libertà.  La cerimonia sarà accompagnata da 67 coristi dei cori della Valle Camonica e un gruppo di ottoni di cinque elementi della banda di Borno, che si esibiranno in concerto anche nel pomeriggio.

fv

LA STORIA
Il Mortirolo e le Fiamme Verdi sono l’e
mblema della Resistenza cattolica, le Fiamme Verdi sono state delle formazioni partigiane nate a Brescia nel 1943; il nome si riferisce alle mostrine verdi degli Alpini, dai cui reparti proveniva la gran parte degli ex-militari che costituirono le primissime compagini. Fu soprattutto nella Lombardia orientale – in Valle Camonica, in particolare – e a Reggio Emilia che operarono, affondando le radici nel cattolicesimo sociale, nella Chiesa e in tutte le organizzazioni ecclesiastiche del luogo.

Epiche le battaglie al Passo del Mortirolo. I fascisti sono decisi a snidare le Fiamme Verdi della “Tito Speri” dalle loro posizioni-chiave fra Valtellina e Valle Camonica e, per la prima volta, i ribelli utilizzano la tattica della guerra di posizione.

La prima delle due battaglie iniziò il 22 febbraio del 1945, la seconda nel maggio di quell’anno. Coinvolte figure di spicco dell’epoca, tra  cui don Giovanni Antonioli, lo storico parroco di Ponte di Legno, quindi Ippolito Boschi (Ferro), Bartolo Fioletti (Poldo), Teresio Olivelli, don Giacomo Verder e Giovanni Venturini (Tambia).

Come tradizione domani alla cerimonia un momento importante sarà la testimonianza della staffetta partigiana Agape Nulli Quilleri.


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